Attualità

Allarme disboscamento Calabria

Il 30 Aprile nel programma di Giletti, L’Arena, si è parlato del disboscamento abusivo in Calabria e della truffa della legna: un giro d’affari milionario mentre il polmone della regione si restringe.

di Valeria Folino
Nell’ultima puntata de ‘L’Arena’, popolare programma domenicale di Rai Uno condotto da Massimo Giletti, si è parlato della truffa della legna e dei disboscamenti selvaggi in Calabria.
Centinaia di austeri faggi, possenti abeti e pini secolari vengono abbattuti ogni giorno clandestinamente per alimentare il florido mercato del legno, non solo devastando lentamente (ma neanche troppo) il patrimonio naturalistico della regione, ma anche provocando gravi conseguenze in termini di distruzione dell’ambiente e di rischio idrogeologico.
Nel corso della trasmissione, nello spazio dedicato all’inchiesta, è intervenuto anche Aloisio Mariggiò, ex generale dell’Arma dei Carabinieri e attuale commissario di Calabria Verde, ente strumentale regionale che si occupa di forestazione e difesa del suolo.
L’Azienda Calabria Verde della Regione Calabria nasce con la legge regionale n. 25 del 16 Maggio 2013, come Ente strumentale della Regione per assolvere in modo unitario a tutti gli interventi sul territorio nel campo della forestazione e della difesa del suolo, compito assolto sino ad allora dall’Azienda Forestale della Regione Calabria (A.Fo.R.) e dalle Comunità Montane soppresse e poste in liquidazione.
Lo scenario emerso in studio, attraverso alcuni servizi – video, è desolante: il disboscamento si perpetua in molte zone della Regione per un giro d’affari milionario.

La “tecnica” utilizzata per nascondere la silenziosa barbarie è ben collaudata: le ceppaie, quando non vengono estirpate, finiscono sepolte sotto mucchi di terra e arbusti per non lasciare tracce e le piante selvaggiamente tagliate rendendo spogli ettari ed ettari di montagna: solo nel territorio di Rossano (Cs) le piante falciate sono state oltre 5000.
«Il legname da boschi cedui – ha spiegato in studio Mariggiò – è finalizzato, naturalmente in maniera abusiva, all’uso domestico e commerciale.
Ma – ha aggiunto Mariggiò – quello da foreste cuneiformi, e parliamo di pini o abeti, è destinato alle tanto incensate centrali a biomassa e in quel territorio, a meno di 80 km, è attiva proprio una Centrale a biomassa il cui approvvigionamento, affinché sia economico, deve avvenire in zona. Non sto dicendo che la Centrale sia la responsabile, ma che i tagli selvaggi si verificano in una superficie a questa limitrofa».

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