Corruzione su appalti pubblici a Cosenza: i nomi dei 18 indagati

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Corruzione a Cosenza. I nomi dei 18 indagati a seguito dell’inchiesta su appalti suddivisi in “lotti”

COSENZA. I finanzieri del Comando di Cosenza nella giornata di ieri hanno notificato 18 avvisi di chiusura indagini ad alcuni funzionari comunali e imprenditori coinvolti nell’inchiesta su alcuni appalti pubblici. La guardia di finanza ha in particolare esaminato gli incarichi fiduciari sottosoglia elargiti dal comune di Cosenza a favore di ditte che erano particolarmente vicine agli uffici comunali.

Gli appalti pubblici venivano suddivisi in più “lotti” con procedure distinte e mantenuti sotto la soglia dei 40.000 euro, così da evitare la gara pubblica e poterli affidare direttamente a ditte specifiche spesso indicate dalla stesse cariche politiche.

È il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini a chiarire per prima la presenza dei militari a Palazzo dei Bruzi. Il procuratore aggiunto contesta ai 18 indagati i reati di corruzione e abuso d’ufficio. 

Di seguito i nomi:

  1. Arturo Bartucci
  2. Amendola Francesco
  3. Antonio Amato
  4. Carlo Pecoraro
  5. Antonio Scarpelli
  6. Giuseppe Carolei
  7. Vincenzo Rubino
  8. Francesco Rubino
  9. Ferruccio Stumpo
  10. Francesca Filice
  11. Michele Fernandez
  12. Antonio Francesco Covello
  13. Renato Cerzosimo
  14. Pasquale Perri
  15. Ivan Mandarino
  16. Pietro Mazzuca
  17. Giuseppe Sasso
  18. Fausto Damiano Pastore
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Il procuratore Spagnuolo e il procuratore aggiunto Manzini

L’inchiesta sugli appalti

Era il 2 novembre 2017 quando la procura di Cosenza rendeva noti i risultati delle indagini effettuate in collaborazione con la guardia di finanza sugli affidamenti diretti giustificati con la formula della somma urgenza da parte del Comune di Cosenza. Una scelta che ha permesso l’affidamento degli appalti e la loro frammentazione in più procedure distinte per poter evitare di bandire regolari gare europee.

Era stato lo stesso procuratore Mario Spagnuolo a sottolineare la scelta assolutamente arbitraria della somma urgenza, affermando inoltre che erano state esaminate più di 5mila determine dirigenziali. Quelle per le quali erano stati individuati illeciti ammontavano a oltre due milioni di euro.

Al termine delle ispezioni delle fiamme gialle, a novembre, il giudice delle indagini preliminari dispose misure interdittive nei confronti di tre dirigenti di Palazzo dei Bruzi. Mario Arturo Bartucci, Carlo Pecoraro e Domenico Cuconato sono stati tenuti lontani dagli uffici da 3 a 6 mesi. Salvo poi annullare l’ordinanza che coinvolgeva Porcaro per la mancanza della gravità indiziaria e l’insussistenza dell’esigenze cautelari. 

L’inchiesta sulle ditte che godevano del favore dei poteri forti e sugli appalti “spezzatino” coinvolge, come detto, molti dirigenti comunali e diversi imprenditori molto vicini al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. I loro legali hanno ora venti giorni di tempo per presentare le memorie difensive; in seguito il Gip deciderà se ci sarà un processo o meno.

I reati

I capi d’imputazione contestati ai diversi indagati sono 25 tra cui falso e abuso d’ufficio. L’attività di indagine si è concentrata principalmente sui lavori affidati con il sistema del cottimo fiduciario dal Comune di Cosenza a un numero ristretto di imprese, senza il rispetto dei principi di rotazione, di trasparenza e parità di trattamento previsto al comma 8 dell’art 125 nonché nell’affidamento dei lavori, molto spesso al di sotto dei 40.000 euro, a un numero esiguo di operatori economici.

A questo va aggiunto che l’affidamento dei lavori da parte dei dipendenti e dirigenti del Comune di Cosenza coinvolti era spesso e volentieri connesso a favori di una qualche utilità nei confronti di parenti e amici, così come dimostrato dalle indagini.

L’importo complessivo contestato, in riferimento ai lavori affidati da parte del Comune di Cosenza, nelle annualità dal 2012 al 2015, è pari a 2.150.595,00 di euro.

V.D.

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