Costruire gli anticorpi all’azione della ‘Ndrangheta

In Politica On
Costantino Fittante - LameziaTerme.it

L’iniziativa di martedì 6 della Cgil a Lamezia, che saluto, riconoscendogli il merito di rompere l’assordante silenzio e l’indifferenza che c’è in Città circa lo scioglimento del Consiglio Comunale, il terzo in 25 anni.

Costantino Fittante - anticorpi
Costantino Fittante

Comunicato Stampa
La sola voce finora quella dell’ex Consigliere avv. Rosario Piccioni e della sinistra che rappresenta.
La parte sana della società lametina, che è tanta anche se silenziosa, ha davanti grossi problemi.
Intanto nell’immediato c’è da bloccare un senso comune che settori della politica locale alimentano strumentalizzando problemi reali esistenti: il mancato pagamento di mensilità ai lavoratori della Multiservizi, la limitata erogazione dell’ acqua, la spazzatura per le strade, i teatri e gli impianti sportivi chiusi, la vicenda della Fiera. Si tenta di accreditare la tesi che tutto ciò è responsabilità della Terna Commissariale.
Cioè, colpa dello Stato che scioglie il Consiglio ma lascia incancrenire i problemi. Lo Stato, quindi, nemico di Lamezia.
Esaminando con serietà questa situazione, emerge con chiarezza che è in parte eredità lasciata dall’ex Sindaco Mascaro (per il mancato pagamento negli ultimi due anni e mezzo delle fatture alla Sorical o per non avere girato alla Multiservizi gli incassi della tassa sui RSU) e per il resto dall’entrata in vigore a metà del 1917 di nuove norme riguardanti l’ordine pubblico e la sicurezza.
Il tentativo di accreditare la tesi che è tutta responsabilità della Terna non deve essere sottovalutato dai Commissari.
La soluzione dei problemi segnalati, richiede l’elaborazione di programmi di intervento da attuare nell’immediato e nel medio periodo, investendo risorse umane e finanziari, dando ad essi priorità assoluta per evitare che si consolidi l’opinione dello Stato nemico di Lamezia, quindi meglio un Consiglio Comunale inquinato.
C’è poi il grande tema di come si risana la società lametina. Quindi non solo di come astrattamente si può esprimere un prossimo Consiglio Comunale pulito.
Cioè cosa si fa per creare gli anticorpi all’influenza della ‘ndrangheta nella politica, nelle istituzioni, nell’economia della Città e del comprensorio.
A tale proposito bisogna avere consapevolezza che da quando i Partiti e le aggregazioni sociali sono entrati in crisi ho hanno perso gran parte del loro ruolo specifico, tutto nella vita delle nostre comunità è diventato più fragile, per prima l’essenza della democrazia.
I Partiti erano strutturati, scuole di cultura, di politica, di valori e di moralità, di comportamenti conseguenti. Erano sedi di elaborazioni, di impegno sociale e di selezione delle classi dirigenti.
Vigeva in generale una sorta di controllo sociale sulla loro vita e sul loro agire.
Diventati “comitati elettorali”, tutto questo è venuto meno. Ora tutto è finalizzato alla conquista e all’esercizio del potere secondo una visione personalistica e parcellizzata della società. Prevale l’obiettivo del consenso alle persone e non alle strategie politiche e alla prospettazione di soluzioni nei diversi campi.
Per verificare la fondatezza di tale affermazione, basta fare riferimento al modo come si sono composte le liste per le prossime elezioni.
Questa situazione è durata fin troppo ed è giunto il momento di agire perché si rinnovino nel profondo i cosiddetti “corpi intermedi” e se ne costruiscano di nuovi, con la consapevolezza che senza un tessuto di soggetti schierati sul terreno della lotta alla mafia, anche le sporadiche iniziative sulla legalità, non producono i mutamenti necessari e profondi nel corpo della società.
Tale indispensabile rinnovamento deve riguardare i soggetti collettivi della politica, delle professioni, dell’imprenditoria, dell’associazionismo culturale e sociale.
Deve interessare anche il movimento antimafia il quale è chiamato a superare l’oggettiva contraddizione che negli ultimi anni è emersa prepotentemente: alla incisiva azione giudiziaria che in tanta parte del territorio ha colpito pesantemente le più agguerrite cosche, non ha corrisposto la promozione di una parallela azione di contrasto sociale alla quale avrebbe dovuto prioritariamente e con continuità dedicarsi.
Si impone una serena e profonda riflessione su tale realtà, per pervenire ad una adeguamento delle strategie e delle modalità di intervento del movimento. Non più solo la costituzione di parte civile nei processi, certo importante ma non esaustiva, ma una più diffusa penetrazione nelle categorie imprenditoriali per una azione tesa a liberarle dalle connivenze, subordinazione e condizionamenti mafiosi, quindi di educazione alla legalità. Un grande impegno e un grande lavoro.
L’iniziativa della Cgil, quindi, non può che essere l’avvio di questo lavoro che deve vedere impegnati anche gli altri Sindacati e tutte le altre espressioni della società civile organizzata.

On. Costantino Fittante

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