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D’Ippolito (M5S): Agenda Urbana, chiederò intervento Mattarella e ricorrerò alla Consulta

«È contro la legge e i principi costituzionali l’affidamento al Comune di Catanzaro, per giunta sotto elezioni politiche, della progettualità riguardo ai fondi europei di ‘Agenda urbana’ relativi al Comune di Lamezia Terme, la cui dirigenza preposta non ha battuto ciglio a difesa delle proprie prerogative».

Giuseppe D'Ippolito - agenda urbana Mattarella
Giuseppe D’Ippolito

Comunicato Stampa
Lo afferma, in una nota, l’avvocato e docente universitario Giuseppe d’Ippolito, candidato M5s per la Camera, nel collegio uninominale di Catanzaro-Lamezia Terme.
«Si tratta – prosegue D’Ippolito – della consegna al forzista Sergio Abramo di responsabilità in settori strategici su cui lo stesso sindaco di Catanzaro ha fallito in pieno: ciclo dei rifiuti, sistema idrico e sistema sanitario.
Insomma, tornato a casa per lo scioglimento del consiglio comunale il sindaco lametino Paolo Mascaro, di centrodestra, peraltro indagato per le ipotesi di abuso d’ufficio in concorso e false informazioni a pubblico ministero, i suoi alleati storici puntano alla continuità di gestione del Comune di Lamezia Terme attraverso l’inaffidabile Abramo, estraneo al processo di emancipazione che anima la società lametina».
«Rammento – continua D’Ippolito – che Lamezia ha già ricevuto 18milioni per ‘Agenda urbana’. Il forzista Abramo ha brillato per incapacità politica e amministrativa a Catanzaro, che necessita di risposte vere, non più rinviabili.
A conferma, si veda l’operato dello stesso ‘Matusalemme’ di Forza Italia sull’eterno irrisolto Sorical, sulla fumosa integrazione tra gli ospedali Pugliese-Ciaccio e Mater Domini e sul servizio rifiuti, che ha disastrato.
Adesso Abramo non può diventare, sfruttando il momento di Lamezia, provocato dai suoi amici politici di centrodestra, Mascaro, Domenico Tallini e compari, il sovrano di una città che vuole invece riconquistare la democrazia, la sovranità e l’importanza perdute
».
«I commissari di Lamezia, Francesco Alecci, Maria Grazia Colosimo e Desiree D’Ovidio, ricordino – conclude D’Ippolito – che il loro ruolo è essenziale ma transitorio, dunque non cadano in trappole, evidenti, della politica che ha affossato la città.
Se entrerò in parlamento, mi attiverò per bloccare questa sciagurata intesa su ‘Agenda urbana’, ma sin da adesso chiederò l’intervento del presidente della Repubblica e ricorrerò alla Corte costituzionale.
Lamezia riacquisti tutta la sua autonomia».

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