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Il drammatico naufragio della nave “Estonia”

Per numero di vittime è, dopo la strage del Titanic del 1912, il più grande naufragio accaduto in Europa in tempo di pace. Era il 28 settembre 1994 quando la nave traghetto “Estonia” scompariva nell’acque del mar Baltico.

L’”Estonia” partì dal porto di Tallinn, la capitale della repubblica di Estonia, nella serata di martedì 27 settembre, diretta a Stoccolma, con arrivo previsto per le 9,30. All’una e ventiquattro di notte, in mezzo a un mare in tempesta con un vento di oltre 30 nodi, la nave lanciò un segnale “mayday”: pochi minuti prima, l’”Estonia” aveva iniziato a prendere un’enorme quantità di acqua che ne provocò subito l’inclinazione di circa 30 gradi. Da lì a pochi minuti, nelle gelide acque del mar Baltico, a 25 miglia a sud-est dell’isola finlandese di Uto, si sarebbe consumata una delle maggiori tragedie marittime della storia. La nave “Estonia” sparì nelle profondità del mare all’una e cinquanta. 989 persone, di cui 803 passeggeri e 186 uomini dell’equipaggio, finirono in mare insieme alle 15 mila tonnellate della nave. Intorno alle due e dieci un primo vascello, la “Mariella”, arrivò a prestare aiuto, seguita subito dopo dalla “Silja Europa”. Le operazioni di salvataggio, rese difficili dal mare in tempesta, permisero il salvataggio di 138 persone (una morì poco dopo in ospedale) sulle 989 totali. 852 anime persero la vita nel colossale disastro e alla fine delle operazioni soltanto 95 salme furono recuperate; 757 corpi restarono inghiottiti dagli abissi.

La versione ufficiale sostiene che la celata di prua della nave, a causa del mare in tempesta con onde alte fino a 4 metri, si staccò improvvisamente, lasciando il garage aperto alle acque. In pochi istanti la nave “Estonia” sarebbe stata invasa da una quantità impressionante di acqua, che ne causò dapprima una forte inclinazione e, dopo pochi minuti, la consegnò al mare con tutto il suo carico di vite umane. Un incidente dovuto probabilmente alla scarsa manutenzione dell’imbarcazione.
A Tallinn, nel parco in prossimità del Museo Marittimo Estone e del porto, è stato costruito un monumento intitolato “The broken line” (La linea spezzata) in ricordo delle 852 vittime del naufragio.

Antonio Pagliuso

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