Francesco Tropea (CAF ACAI) su reddito e lavoro

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Reddito e lavoro Francesco Tropea

L’analisi di Francesco Tropea, operatore CAF ACAI sul reddito e sul lavoro.

Francesco Tropea, operatore del CAF ACAI sede 752 di Lamezia Terme, si è espresso sui temi caldi del reddito e del lavoro.

 

Riceviamo e pubblichiamo

Il reddito, in economia, può essere definito come un flusso di ricchezza durante un periodo di tempo. Rappresenta in pratica il divenire di componenti economici attribuito ad un dato periodo di tempo.
Una delle principali funzioni del reddito è quella di costituire la base imponibile per le principali imposte di ogni ordinamento fiscale. Misura infatti l’arricchimento di un dato soggetto e rappresenta senza dubbio il parametro più equo per commisurare il prelievo fiscale.

Secondo il TUIR il reddito si può classificare in:

  • redditi di impresa: derivanti dall’esercizio di attività commerciali
  • redditi di lavoro: derivanti da prestazioni di lavoro dipendente o dall’esercizio di arti o professioni
  • redditi di capitale: derivanti dall’impiego di denaro o strumenti finanziari (interessi, dividendi e simili)
  • redditi fondiari: derivanti dall’esercizio di diritti reali su terreni e fabbricati (redditi dominicali dei terreni, redditi agrari, redditi di fabbricati)
  • redditi diversi: categoria residuale, destinata ad accogliere operazioni con intento speculativo (cessioni di titoli azionari, terreni edificabili, vincite alle lotterie, prestazioni di lavoro occasionale…).

 

Differenze tra reddito e lavoro

Quindi si potrebbe pensare che per avere un reddito bisognerebbe lavorare. Ma non è così perché reddito e lavoro non sono la stessa cosa.

La domanda corretta che ci si dovrebbe porre è: che cosa è il lavoro? Che cosa è, ancora più nel dettaglio, il reddito?In altre parole chi crea il nostro denaro (reddito)? In base a cosa lo crea? Chi è il proprietario del nostro reddito (dei nostri soldi guadagnati)? Cerchiamo di dare una risposta “veritiera” a tutto ciò.

Innanzitutto il lavoro è un’attività che l’uomo fa per produrre qualcosa o per offrire un servizio (per esempio: guidare un treno o la metropolitana).
Per rispondere alla domanda chi crea il nostro denaro, prendiamo ad esempio la moneta più conosciuta: il dollaro. Fino al 1933 su una qualsiasi banconota da un dollaro si poteva leggere la scritta: convertibile in oro. Infatti tutte le banche detenevano (inclusa la FED), e detengono tutt’ora, una certa riserva aurea.
Se prendiamo la Banca D’Italia, essa detiene il 14% delle BCE. Nel suo Statuto Ufficiale si descrive “Istituto di Diritto Pubblico”. Attenzione: pubblico, in questo caso, non significa statale. Significa che le quote della Banca sono aperte al pubblico e la stragrande maggioranza di queste quote sono in mano a delle S. P. A. come ad esempio Intesa San Paolo S. P. A., Unicredid S. P. A., Assicurazioni Generali S. P. A., ecc. Quindi siccome sono private faranno i loro interessi. Inoltre Banca D’Italia ha solo il compito di trasmettere al Governo una relazione sull’attività svolta.

FED e dollaro

Tornando al dollaro e alla FED, succede che nel 1933 a causa di una fortissima depressione la FED rastrella tutto l’oro presente negli USA, rapinando, di fatto, la gente di quel poco che aveva. Dopo di che controllando di fatto la moneta, fa sparire dal dollaro la scritta convertibile in oro, e fa apparire la dicitura: Moneta in corso Legale. Ossia la nuova moneta non rappresenta più l’oro che ne ha giustificato il valore. Questa nuova moneta “è oro” (tutto questo lo troviamo in un documento ufficiale delle FED intitolato Modern Money Meccanics).

Patronato CAF Lamezia Francesco Tropea

L’Italia e l’Euro

Quindi oggi se non più in base all’oro in base a cosa vengono stampate le monete?
Prendiamo l’Italia e l’Euro. Il Governo Italiano decide che ha bisogno di nuova moneta. Non potendo creare direttamente moneta, stampa dei “pezzi di carta” detti “titoli del debito pubblico” per un valore, ad esempio, di 10 miliardi di Euro.
La Banca d’Italia, per mezzo di intermediari acquista di fatto il debito emesso dallo Stato stampando “pezzi di carta” chiamate “banconote” di un valore attribuito di 10 miliardi di Euro. Ecco 10 miliardi di Euro freschi, freschi creati dal nulla che entrano nella “Base monetaria” Italiana. Naturalmente tutto ciò viene fatto oggi elettronicamente.

C’è un problema ora. I titoli del Tesoro sono, per loro natura, strumenti di debito, come le cambiali. Quindi, praticamente, la Banca “presta” denaro allo Stato, utilizzando come garanzia solo la promessa che il governo restituirà quel denaro. Chiaramente il governo è solo portavoce. Questo debito grava sul popolo e si chiama “debito pubblico”.

A questo punto, cosa dà vero valore a questa moneta? La risposta è: il denaro che già esiste. Le nuove monete così create succhiano valore alla base monetaria esistente. Ad ogni incremento di moneta complessiva in circolazione corrisponde un incremento della domanda di bene e/o servizi e per la legge della domanda si ottiene l’equilibrio, i prezzi aumentano riducendo il potere di acquisto di tutta moneta in circolazione, cioè inflazione.

La Banca e gli interessi

Secondo problema: Quando, con questo procedimento, lo Stato o una persona prende in prestito questa moneta, questo prestito va restituito con l’aggiunta di un interesse. In altre parole, tutti gli Euro in circolazione sono destinati a rientrare alla Banca con l’aggiunta di un interesse.
Attenzione: con il sistema sopra descritto, le Banche creano denaro (ossia la moneta che è in circolazione) e lo prestano, ma in nessun modo creano il denaro richiesto per pagare l’interesse.
Quindi la Banca ha creato “un capitale” che non è altro che tutta la moneta in circolazione per attendere poi che questo capitali ritorni indietro maggiorato dagli interessi. Quindi il denaro che serve a coprire tutti gli interessi non esiste.

Francesco Tropea sul reddito per i disoccupati e i non occupati

Da tutto ciò esposto: visto che tutti i soldi non sono i nostri ma sono di proprietà delle Banche (della BCE nel caso dell’Euro Zona); visto che in particolar modo al Sud Italia è difficilissimo trovare lavoro o avviare un’attività; dato che “mangiano” i “soliti amici degli amici” e al popolo poco o nulla; considerato che non è obbligatorio che per avere delle entrare una debba per forza lavorare o aprirsi un’attività, occorrerebbe dare almeno ai disoccupati e ai non occupati che cercano lavoro invano un reddito diverso (io lo chiamo: reddito da Win for life) così da poter campare.

E alla domanda: non si può fare perché soldi non ce ne sono. Io rispondo che basta, uscire dall’Euro Zona (ma non dall’Unione Europea) e creare una nuova moneta che funzioni così: moneta creata in nome e per conto dei cittadini, per volontà dei cittadini, con la firma del Presidente della Repubblica che fa garanzia per tutto il popolo; da stampare se la moneta in circolazione e troppo bassa e da far rientrare alla base con l’aumento di tasse se ce ne è troppa in circolazione.

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