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Gli origami di Piero Bonaccurso

Piero Bonaccurso arriva a conferenza appena iniziata. Pierpaolo si alza e lascia il suo posto. Con l’affetto ed il rispetto di un figlio, certo, ma con il riconoscimento di un ruolo di fondatore del teatrop che spetta a Piero. Dal 1976.

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Piero saluta, si siede,  prende in mano il depliant della rassegna e comincia a fare origami. Piega la carta fino a formare una fisarmonica, e nel mio guardare rapita le forme che la carta prende ne leggo una storia troppo antica che vedremo il 21 marzo nelle vesti di Mastro Carta.
Leggo che  l’origine degli origami giapponesi è strettamente legata alla religione shintoista e la valenza sacrale della carta è anche testimoniata dal fatto che in giapponese la parola carta e dei si pronunciano entrambe kami.
Ricordo quando Piero ha iniziato a fare origami, devo trovare le prime forme che mi regalò.

Continuo a leggere sugli origami:Il procedimento per la maggior parte degli origami si può suddividere in passi più semplici costituiti da un succedersi di pieghe.
Le principali sono:piega a valle, ottenuta piegando il lembo del foglio in modo che all’osservatore la piega così ottenuta formi un avvallamento;piega a monte, ottenuta piegando il lembo del foglio in modo che all’osservatore la piega così ottenuta formi uno spigolo;
piega a fisarmonica o doppia piega semplice, costituita da una piega a valle ed una a monte successiva;piega a libro, una piega a valle che coinvolge una parte di foglio già modellata da altre pieghe, che viene così mossa lungo una direttrice come, appunto, se si stesse sfogliando un libro”.
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Mi sembra di leggere i suoi pensieri seguendo il suo accarezzare e modellare una carta fragile quanto un’arte, il teatro, sempre in balia di eventi che immiseriscono e rendono difficile qualsiasi voglia di esserci, di proporre, di utilizzare le risorse del territorio per farne elemento trainante e pedagogico. Di insegnamento, di volontà. Lui ricorda la stazione di Nicastro, data a loro in gestione e resa di fatto inutilizzabile da situazioni esterne.
Nel suo averne viste tante in questi quaranta anni di vita nel teatro, ora ha il suo mondo di carta con cui modellare ogni pensiero e darlo in dono, convinto sempre della purezza e della importanza pedagogica del dare. Pedagogia come insegnamento sacro del non sciupare l’entusiasmo e le abilità di ragazzi ed adulti in un territorio sempre oltremodo sciupato
Intanto al tavolo con il sindaco stanno Greta Belometti e Valentina Arichetta, collaboratrici e artiste della rassegna.
Giovanna Villella presenta, con la sua consueta professionalità,  la Rassegna Teatro Ragazzi al sindaco raccomandando l’urgenza di far eseguire in tempo tutti i passi necessari affinché non venga dispersa l’opportunità per Lamezia e per il teatro di partecipare a progetti europei.
Il sindaco promette e dimostra grande attenzione. Ci auguriamo che la stessa attenzione e professionalità dimostrata in questa sala ieri mattina raggiunga il funzionario e le stanze degli uffici predisposti.
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Sono alla conferenza stampa per l’edizione 2016 della stagione di Teatro Ragazzi, una rassegna che da 27 anni con la Stagione di Teatro ragazzi  è stata selezionata nel 2013 a livello nazionale, tra le dieci “buone pratiche” del teatro durante un convegno promosso dalla rivista teatrale Hystrio al Teatro di Mantova.
Pierpaolo Bonaccurso, direttore della rassegna, mostra l’articolo di Mario Bianchi, critico teatrale, autore, regista, animatore, tra i massimi esperti italiani del settore, direttore della rivista online “Eolo” (il sito ufficiale del Teatro Ragazzi italiano) nonché autore del libro-pietra miliare “Atlante del Teatro Ragazzi” (2009, Titivillus Edizioni).
Una storia lunga questa del teatro a Lamezia, che nasce nel 1976 con Teatrop di Piero Bonaccurso.
Ippolita Luzzo

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