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Il ponte che arrivera’. Con Giorgio Lupattelli

Sono passati più giorni dalla domenica del 21 febbraio, quando io, in macchina con Silvia Pujia, felice, mi avvio al Marca di Catanzaro per assistere alla costruzione del ponte con mattoncini Lego.

lu4Il viaggio, in allegria, racconta la duplicità dell’arrivo di due bimbi a maggio, e i due gemelli Plutino volteggiano in auto con le loro ellissi e coordinate simmetriche.
Silvia lavora al Marca e si ferma al suo tavolo, mentre io salgo le scale e raggiungo la mostra e l’autore, i ragazzi presenti e i responsabili del luogo.
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Saluto Giorgio e gli altri e comincio a prendere appunti.
L’idea è di costruire un ponte, in omaggio quasi al ponte di Catanzaro.
In realtà il ponte avrebbe dovuto essere pronto per l’inaugurazione della mostra il 16 gennaio però quando furono richiesti i mattoncini si era già nelle prossimità del periodo delle festività natalizie e la Lego aveva esaurito le scorte. Solo il primo febbraio avrebbe potuto accettare nuovi ordini.
Questi mattoncini, provenienti dalla Danimarca, sono stati ordinati a Londra, dagli organizzatori della mostra, Michele Prencipe e Gerardo Tenza.
Arrivata presto vedo aprire lo scatolo con i mattoncini, rossi, blu, bianchi, vedo i ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro consultare il tablet di Lupattelli e fotografare l’immagine del ponte già disegnato.
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Un ponte un po’ diverso dall’originale. Ha per base i due lobi del cervello, un emisfero blu, razionale, e uno rosso, irrazionale, istintivo, ed insieme questi due dovrebbero sorreggere il filo bianco dell’irrazionale.
Il titolo dell’opera è “Il ponte sopra le acque torbide”da una citazione di un brano di Samuel Garfunkel
Mac, il cane di Giorgio gironzola per la sala, si inizia.
Il problema è l’inizio…
Bisogna far star fermi i primi due o tre piani…
In sintonia con l’imperfezione…
perché una cosa è disegnare sulla carta e un’altra cosa è la sua realizzazione…
Speriamo che bastino questi mattoncini…
Questo ponte potrebbe cadere ma…
Importante è che non cada quello vero.
Ora la responsabilità va ai ragazzi…
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Daniele, al primo anno della specialistica Grafic design, viene investito della carica di direttore artistico da Giorgio.
Le ore trascorrono ed è arrivata Anna Russo, direttrice  dell’Accademia delle Belle Arti,e subito dopo  il direttore del museo Racco Guglielmo.
Vedo nelle mani di una giornalista la colla MultiPattex che servirà per fermare i mattoncini a rischio crollo, vedo il fotografo posizionare i suoi scatti verso le fasi della realizzazione, e dei bimbi, unirsi all’opera. Uno di loro, Antonio, mi dice la sua mamma, sta costruendo, a casa sua,  con i mattoncini Lego uno stadio.
Devo andare via, siamo già alle 13 e con Silvia torniamo a casa. Al Marca riprenderanno nel pomeriggio, il ponte per quel pomeriggio crollerà, ma non ha importanza, è l’imperfezione del momento, poi arriverà per il 4 marzo, incollato con un’altra colla, la colla del tempo per fare.
Le ore trascorse a studiare gli incastri, le ore che si poggiano sui due lobi del nostro cervello chiedendo quell’equilibrio che tutti sappiamo si regge su fili. Che ondeggiano.
Ippolita Luzzo
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