Eventi&Cultura

Il 20 Maggio inaugurazione di “Miniera” di Giorgio Bartocci

Inaugura sabato 20 maggio alle 18:30 presso il MAM – Museo delle Arti e dei Mestieri di Cosenza, la mostra personale di Giorgio Bartocci dal titolo “Miniera”.
Miniera - Giorgio BartocciGrazie all’apertura del Dott. Francesco Antonio Iacucci, Presidente della Provincia di Cosenza, e alla visione del Dott. Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, curatore scientifico del Museo MAM, la mostra che ha aperto le porte di Altrove Gallery, lo spazio dedicato alle arti contemporanee nel centro storico di Catanzaro, arriva a Cosenza all’interno delle sale prestigiose del Museo delle Arti e dei Mestieri.
A un anno di distanza dalla sua prima apertura al pubblico, “Miniera” continua a percorrere le strade calabresi per diffondere un nuovo messaggio culturale e creare connessioni con il territorio. Durante la residenza in Calabria, durata oltre un mese, l’artista Giorgio Bartocci insieme al fotografo Angelo Jaroszuk Bogasz, ha avuto il tempo di esplorare la magnificenza del patrimonio naturalistico calabrese, visitando in prima persona la traccia delle miniere scavate nel ’700 tra le impervie alture nei pressi di Vallefiorita.

La mostra presenta le opere pittoriche dell’artista su tela e legno, tra cui “Sanguinis Effusione” e “Madre Nostra”, omaggio alle opere d’arte urbana contemporanea donate al territorio, una grande installazione site-specific realizzata durante i giorni in residenza, un video documentario ideato e diretto da Angelo Jaroszuk Bogasz e il libro fotografico edito da Rubettino, prima produzione editoriale di Altrove Gallery.
Attraverso la metafora della miniera come universo parallelo, l’artista espone il ritratto di una modernità liquida, in cui l’individuo rappresenta il limite e allo stesso tempo il cuore di una forza comunitaria che include e unifica corpi fluidi, storie intrecciate, vite sotterranee alla ricerca di nuovi spiragli di luce, capaci di sviluppare felicità anche solo per pochi istanti.
Per l’autore, la “Miniera” è il luogo immaginario in cui si è immerso nella forma e nella materia, come un fossile attorcigliato e immobile ad osservare una comunità sotterranea in continuo movimento, riflesso di una società che abita il sopra, dominata dall’istante, dallo spazio pubblico incivile, dall’azione che annienta l’interazione.

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