Cronaca Lamezia

Lamezia, la Multiservizi replica a Sinistra Italiana

La replica all’articolo apparso sulla stampa locale a firma “Sinistra Italiana” sul tema dei compensi percepiti dagli amministratori della Lamezia Multiservizi SpA.

Il testo integrale del comunicato stampa della Lamezia Multiservizi SpA:

Rilevo che, ancora una volta, sulla stampa locale appare un articolo a firma di “Sinistra Italiana” (vedi Il Lametino del 17 marzo 2017, ore 19:00) che ritorna sull’argomento dei compensi degli amministratori della Lamezia Multiservizi SPA, affermandone la illegittimità e la esosità a dispetto delle malconce condizioni in cui la stessa società verte.
Non amo rispondere a comunicati di soggetti che si nascondono dietro l’anonimato di sigle di partito o altro, e che non hanno, dunque, il coraggio e la dignità di esporre i propri nomi ma, poiché una falsità non smentita rischia di diventare una verità, devo rivedere la mia posizione e dare elementi che rendano giustizia.

Per quanto riguarda i compensi del Consiglio di Amministrazione della Lamezia Multiservizi SPA, essi sono stati fissati nell’atto costitutivo, che risale al 1997, in Lire 30.000.000 per il Presidente, e Lire 20.000.000 per i consiglieri.
I componenti del CdA sono stati stabiliti dall’assemblea nel numero di tre e, secondo lo statuto sociale, per particolari incarichi di natura gestionale, agli amministratori muniti di deleghe, si possono attribuire, con delibera dello stesso CdA, ulteriori compensi.

In passato il potere del CdA, sotto il profilo della remunerazione delle deleghe, è stato usato a piene mani, basta pensare che nel 2012 all’Ing. Mastroantonio è stato attribuito un compenso aggiuntivo (oltre al compenso base di lire 20.000.000, naturalmente convertiti in euro) per una differenza tale da portare il compenso finale complessivo ad esatti Euro 60.000,00 annui (quindi un incremento di circa euro 50.000,00).
A chi conosce ed è attento anche ai cicli politici che hanno governato questa azienda, non sfuggirà che la stessa parte politica che ora critica la determinazione dei compensi degli amministratori (il presidente addirittura percepisce fino ad Euro 30.000,00 annui!) ha con la stessa modalità determinato compensi ben maggiori.

Ad onore della verità, si deve anche fare il punto dei compensi degli altri amministratori, definiamoli di matrice politica, della passata amministrazione, che con delibera del 15 luglio 2010 determinarono un compenso aggiuntivo di Euro 10.000,00 annuo per il Presidente Miletta, di Euro 20.000,00 annui per l’Amministratore Delegato D’Ambrosio di Euro 7.000,00 annui per il terzo componente del CdA Rizzo.
Prima di questa formale delibera, con buona pace dei puritani, i consiglieri che formalmente non avevano determinato alcun compenso aggiuntivo per loro stessi utilizzavano, per arrotondare, uno stratagemma fin dalla fine del 2006. Il meccanismo era semplice quanto ingenuo. Ed allora, ecco venire fuori, dalla contabilità, tutta una serie di “rimborsi spese” per pranzi, viaggi, rimborsi chilometrici, ecc. ecc. che miracolosamente, portano le somme a lievitare enormemente. Così accade che al Presidente Miletta, vengano corrisposte dal 2007 al 2010 circa 19.000,00 euro a titolo di rimborso spese varie, tra carburanti (circa euro 4.000,00), trasporti (circa euro 2.700,00), pasti (circa euro 11.800,00) ed anche alberghi. Tutti rimborsi che poco si conciliano con cariche non esecutive.
Successivamente il meccanismo, evidentemente poco trasparente, venne abbandonato e sostituito dalla delibera del 15 luglio 2010 sopra richiamata.

Ad ogni modo e per fare chiarezza, informo che nell’assemblea del 20 luglio 2016, gli azionisti, all’unanimità, hanno semplicemente deliberato di aggiornare i compensi base attuando una rivalutazione degli importi fermi ormai da circa 20 anni sulla base dei dati Istat, per cui i compensi del CdA, rivalutati, sono oggi i seguenti: per i consiglieri il compenso base pari a Lire 20.000.000 dal 1997 passa, a luglio 2016, a lire 27.980.000, pari ad euro 14.450,56, mentre per il Presidente il compenso base di Lire 30.000.000 dal 1997 passa a luglio 2016 a lire 41.870.000, pari ad euro 21.675,70.
Il compenso complessivo, compresi quelli per ulteriori compiti esecutivi, che il CdA potrebbe attribuire ai suoi componenti, non può comunque superare, rispettivamente per consiglieri e per Presidente, le soglie del 60% e del 70% del compenso del Sindaco del comune di maggiori dimensioni presente nella compagine sociale (nel nostro caso il Comune di Lamezia Terme) che, contrariamente a quanto sostenuto dal consigliere Piccioni durante la seduta di Consiglio Comunale del 24 marzo 2017, non è certamente al momento, un compenso tabellare di euro 4.000,00 mensili.
Questi compensi non prevedono ovviamente, alcuna retribuzione aggiuntiva quali per esempio tredicesime, quattordicesime o altre indennità, e sono importi lordi, da cui vanno detratte le imposte ed i contributi previdenziali. Inoltre, gli attuali amministratori non hanno mai chiesto 1 solo euro per rimborsi di qualsiasi natura: né chilometrici, né per pranzi e soggiorni, né per altri benefit (telefoni, cellulari, ecc ecc).
I componenti del CdA sono assoggettati al controllo della Corte e dei Conti, oltre che degli altri organi cui normalmente sono assoggettate tutte le società, con la differenza che in questo caso gli amministratori non possono fare delle scelte totalmente libere, come, per esempio, scegliere i propri dipendenti, i propri fornitori, i propri collaboratori, ecc. ecc.

Circa, poi, il risultato d’esercizio 2015 chiuso in perdita mentre quello del 2014, gestito dalla precedente amministrazione, in utile, sottolineo come del 2015 ben 7 mesi sono stati appannaggio della precedente amministrazione, ora sedutasi in cattedra a fare i conti altrui, e che il bilancio dell’anno 2014, è il primo esercizio chiuso in utile, dopo una lunga serie di esercizi chiusi in perdita. Più esattamente, per rinfrescare la memoria, i risultati d’esercizio degli ultimi anni, sono i seguenti:

anno 2014 2013 2012 2011 2010 2009
risultato +95.931 -754.019 -697.519 -419.231 -19.335 -982.792

Sull’esercizio 2014 osservo, poi, che non sia così difficile chiudere un bilancio in utile se non si appostano tutte le voci di costo realmente maturate. Penso, per esempio, alle perdite maturate sul contenzioso derivante dalla “splendida” operazione che la precedente amministrazione ha attuato sulla pelle della Lamezia Multiservizi, affidando il servizio di manutenzione del manto stradale cittadino per un importo irrisorio, facendo guadagnare al Comune ben 2 milioni di euro a danno della municipalizzata e che ha generato un’infinità di contenziosi sui risarcimenti danni chiesti dagli utenti. Nonostante la pendenza di circa 500 cause, nell’esercizio 2014 sono stati accantonati ad apposito fondo, soltanto euro 30.000,00. Forse un accorto e prudente amministratore avrebbe appostato almeno 1.000 euro a posizione e quindi, almeno euro 500.000,00 piuttosto che 30.000,00! Senza immaginare l’incremento esponenziale delle spese legali che tale brillante operazione ha scatenato.

Che dire poi dei crediti da servizio idrico lasciati in bilancio senza adeguata svalutazione, quando da diversi anni, nonostante l’importo dei crediti crescesse a dismisura, il fondo svalutazione crediti non veniva incrementato? Ecco spiegato ” l’utile” del 2014!

Che cosa abbiamo ricevuto in dono dalla precedente amministrazione?
Quattordicesime lasciate non pagate; ritenute e Iva non versate; ticket mensa per anni, non corrisposti ai dipendenti; crediti da servizio idrico non riscossi; contenziosi pendenti in virtù di contratti di collaborazione elargiti, sic et simpliciter, e non deliberati dal Cda, ma dai singoli amministratori per ottenere servizi che, in realtà, dovevano essere contenute nell’esercizio delle deleghe per cui era stato deliberato il compenso aggiuntivo!

A questo punto diventa non solo indispensabile ma anche doveroso nei confronti di tutti i lavoratori della Lamezia Multiservizi, verificare se vi siano estremi, come pare ve ne siano, per una chiamata in causa degli amministratori precedenti per responsabilità sociali ai sensi degli articoli del codice civile, oltre che secondo un eventuale danno erariale causato anche agli enti di riferimento.

Altro che compensi del CdA! Altro che bilanci in utile! E la cosa che sorprende è che sarebbe stato più intelligente un atteggiamento prudente, rispettoso e soprattutto silenzioso, così da non spingere ad una verifica ed un controllo contabile del passato, di “quel passato” che porta la firma della parte politica che ora si erge a paladina della trasparenza amministrativa e giustizia sociale.
O forse pensano che discutendo di queste cose si risolvono i problemi reali dei cittadini? È questo il livello della politica oggi?

Il Presidente
Giuseppe Costanzo

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