Meetup 5 stelle Lamezia: quel “regalo” del 2013 che pagheremo ancora a lungo

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La nota del Meetup 5 stelle Lamezia Terme sulle difficoltà finanziarie del comune cittadino

Comunicato stampa:

Sono arrivati i commissari ed ecco che le imposizioni fiscali comunali (IMU, TASI, TARI, IRPEF) prendono la forma definitiva, quella che in realtà avrebbero dovuto avere già alcuni anni fa (cinque per la precisione), quando ancora si voleva far credere che nella contabilità dell’ente comunale fosse tutto a posto, mentre gli equilibri erano fortemente influenzati dalla previsione di entrate tributarie non pienamente coerenti con le effettive capacità di riscossione.

Sarebbe facile scaricare tutte le responsabilità del caso sulla nuova amministrazione straordinaria, ma in realtà il “regalo” alla città risale al Natale 2013 con la decisione, presa in seno al consiglio comunale dell’epoca, di portare l’aliquota Imu ai livelli massimi, manovra pensata dall’allora amministrazione Speranza per reperire fondi e rimediare, in qualche modo, alle “storiche discordanze” evidenziate dalla Corte dei Conti.

È bene che i cittadini sappiano che le aliquote locali di Imu, Tari, Tasi e Irpef resteranno al massimo fino al 2023, ovvero per dieci anni da quel fatidico 2013, quando il comune ha operato di fretta e furia un radicale “riaccertamento” dei residui attivi e passivi, giocando a far quadrare i conti, sulla carta, pur di non certificare il dissesto finanziario. Riequilibri di bilancio che, dal 2013 ad oggi, non hanno tuttavia prodotto i risultati sperati, tanto da rendere necessaria, di recente, la richiesta, avanzata dal comune di Lamezia, di un’anticipazione di cassa di ben 10 milioni di euro, da utilizzare per il pagamento delle retribuzioni del personale dipendente, di rate di mutui o di prestiti obbligazionari, e per garantire il funzionamento dei servizi locali indispensabili.

Le difficoltà finanziarie del comune di Lamezia non erano affatto così sotto controllo come si voleva far credere. La situazione era, e continua, a essere catastrofica, e non ci sono dubbi che a pagarne le spese sono, come al solito, i cittadini (in particolar modo le fasce più deboli) che, oltre a dover pagare il massimo della tassazione, si vedono di fatto privati di servizi fondamentali. Per non parlare dell’impossibilità di usufruire, poiché non a norma, di quasi tutte le strutture sportive e culturali della città.

Lamezia Terme è una città che in cinquanta anni è passata dal più grande sogno al peggior incubo, quello di dover ripartire da zero. I tanti soggetti che si sono alternati al governo della città sono stati diversi nel nome, ma uguali nei contenuti e nel risultato: portare la città nelle condizioni in cui si trova oggi, prigioniera di se stessa.

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