Politica

NcS: Psc, Lamezia resta una città in balia delle onde

Sempre peggio l’amministrazione targata Paolo Mascaro, o meglio dovremmo dire “Paolo Speranza” utilizzando il cognome dell’ex sindaco da cui l’attuale primo cittadino sembra non volere prendere le distanze o tagliare una certa linea di continuità.

piano strutturale comunaleEppure in campagna elettorale, i proclami e gli impegni scritti nel programma depositato erano diametralmente opposti rispetto a chi aveva governato disastrosamente Lamezia Terme.

  1. Prima i lametini e blocco degli sprar per gli immigrati clandestini;
  2. Sviluppo delle terme;
  3. Burocrazia zero;
  4. Piano spiaggia;
  5. Polo fieristico all’avanguardia;
  6. Cambio radicale di un Psc che ingessava la città.

Erano solo alcuni dei punti per i quali la città aveva deciso di cambiare, promesse e impegni per quella che doveva essere una rivoluzione culturale portata avanti da chi si professava di “destra sociale”, ma che in breve si è trasformata in una farsa.
Una realtà desolante che oltre al sindaco coinvolge liste  e candidati costretti o compiacenti, a rimangiarsi tutto e il contrario di tutto pur di rimanere in “sella”.
Esempio plastico, la decisione di mantenere un Psc (piano strutturale comunale), lo strumento urbanistico da cui dipenderebbe il futuro sviluppo della città, elaborato dalla passata amministrazione che taglia fuori qualsiasi sviluppo termale e contro cui ampi pezzi dell’attuale maggioranza hanno continuamente manifestato dissenso nel recente passato, facendone anche punto di forza per la campagna elettorale di 2 anni fa.
Con il tacito ma COLPEVOLE consenso di quel che rimane di quelle liste che “nervosamente” supportano “Paolo Speranza”, il sindaco ha rinnovato i progetti sprar per i clandestini così, nonostante le casse comunali languono, gli immigrati avranno garantito il loro vitalizio giornaliero.
La burocrazia comunale è ormai diventata una realtà “incurabile” su cui l’imprenditoria cittadina impatta e da cui chi viene da fuori città fugge a gambe levate, il piano spiaggia sembra una leggenda di cui si parla quotidianamente e l’ente fiera, presentato in pompa magna e che doveva dare nuova vita ad una realtà più che quarantennale, oltre a non aver rispettato gli impegni, (doveva essere per la prima volta una realtà permanente) fra debiti e denunce, rischia di non avere luogo nella sua tradizionale cornice ambientale.
In tutto ciò si capisce l’imbarazzante posizione delle opposizioni di sinistra o “pseudosinistra” nel doversi confrontare con chi tranquillamente sta portando avanti un programma a loro molto affine, di fatti in sostanza nulla è cambiato se non in peggio.
A due anni di distanza dall’inizio di questa assurda esperienza, non possiamo fare altro che invitare quanti ancora  supportano questa  amministrazione a trarne le opportune conclusioni, prendendo definitivamente coscienza che chi guida la nave  storicamente ha dimostrato probabilmente di avere un’indole affine al  più famoso “Schettino”.

Arch. Francesco Materazzo

Noi con Salvini Lamezia

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