Attualità

Rotundo (GN): Le scuole di specializzazione dell’UMG non sono il vero problema

Le parole di Silvio Rotundo Coordinatore Provinciale Gioventù Nazionale Catanzaro

Gioventù Nazionale-LameziaTermeitComunicato stampa:

“Non possiamo accontentarci di essere un po’ meglio di… Se le ultime rilevazioni pubblicate dal Sole 24ore non accreditano gli atenei calabresi in posti di eccellenza, bensì fanno rilevare che in Calabria conclude il ciclo di studi solo il 12,2% degli studenti alla Magna Graecia di  Catanzaro, è la conferma dell’aria che tira negli atenei meridionali, differentemente dai risultati di altri atenei nazionali senza parlare della famosa Bocconi, allora sarà utile aprire una seria riflessione sul sistema di formazione universitario calabrese ed in particolare su quella sinergia – oggi inesistente – che la regione Calabria può attivare come azione di sviluppo.

In questo quadro per quanto possa essere certamente importante, la possibile perdita di alcune Scuole di Specializzazione medica all’UMG di Catanzaro c’è da rilevare che altro non sono che una continuità, di un’azione scollegata dal reale e presumibilmente dalle necessità del mercato, nonché forse rivedere in termini utilmente positivi lo stretto imbuto del numero chiuso in alcune facoltà.

Lo sviluppo della regione Calabria, la sua capacità di intersezione e di attrazione passa certamente attraverso le università, se vogliamo ancora considerare la cultura e la formazione l’architrave su cui costruire un’opportunità concreta ed una prospettiva che sia strutturale. In tal senso la politica ha una sua responsabilità nell’aver fatto perdere delle opportunità in passato e, di continuare a farle perdere.

Bisogna avere la forza – politicamente – di rimettere intorno ad un tavolo i vertici degli atenei calabresi, dove ognuno conservi una sua specificità, senza creazioni di doppioni formativi e, con il dichiarato intento di riannodare i termini di un discorso, all’interno del quale la regione Calabria svolga il ruolo di incubatore di idee e di sostegno anche economico alla formazione dei giovani calabresi.

UMG Catanzaro-LameziaTermeitBen altri sono gli ostacoli ed i pericoli per i nostri atenei, di certo più fragili, rispetto ad altre realtà nazionali consolidate, pericoli che investono facoltà specifiche, che rappresentano in Calabria una realtà importante. Tipo Medicina all’UMG di Catanzaro, che dovrà tenere testa alle università off-shore tipo quella di Tirana in Albania, dove i test di ingresso sono generalmente ad appannaggio degli italiani e dove, da quest’anno ci si potrà spostare in corso d’opera presso gli atenei italiani, aggirando così di fatto le barriere italiche del numero chiuso.

Stessa cosa avverrà per Odontoiatria, un altro settore medico falcidiato in Italia da una concorrenza low coast, che di fatto mette in predicato professionalità e rigoroso rispetto delle regole, come sempre a carico degli italiani. Questo quadro non fa che alimentare la fuga di cervelli dal nostro territorio, facendosi che la Calabria perda una generazione di medici professionisti e perché no, fieri delle proprie origini.

Ci consola però un altro fatto, quello che il progetto Erasmus da quest’anno si potrà effettuare a Damasco o Kabul – magari con il corredo dell’elmetto o del giubbotto antiproiettile – secondo la visione illuminatamente europeista del magnifico rettore dell’università di Bari.

Paese che vai, stranezza che trovi… e noi dovremo continuare ad accontentarci del meno peggio, continuando a discettare sulle Scuole di Specializzazione?”

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