Politica

Sacal: Piccioni replica a Tallini

La misura è proprio colma. Purtroppo siamo arrivati al punto che dobbiamo sopportare di leggere dichiarazioni inqualificabili pronunciate proprio da uno degli artefici politici dei disastri di questa regione.
Tallini Nella storia degli ultimi anni di politica calabrese Tallini rappresenta proprio l’emblema dei mali della nostra regione: rozzezza politica, arroganza, trasformismo, vocazione al potere!!!
Di fronte al disastro provocato alla Sacal proprio da quella classe dirigente che lui stesso ha sponsorizzato e caldeggiato alla guida di una delle principali società aeroportuali italiane, invece di fare ammenda e con umiltà recitare un pubblico mea culpa, arriva al punto di parlare di “traguardi impensabili raggiunti sotto la gestione Colosimo”.
Evidentemente si riferisce al poco invidiabile traguardo che per molti giorni la Sacal e Lamezia Terme sono balzati all’onore delle cronache nazionali, dei principali tg e quotidiani nazionali per le malefatte dei suoi amici. Perchè di altri traguardi ahi noi non c’è traccia. Di quali traguardi parla, considerato che nonostante il boom di passeggeri la Sacal chiude i bilanci in rosso ormai da molti anni e si prospetta una situazione drammatica per i lavoratori?
Ai più smemorati voglio ricordare che ogniqualvolta in questi anni la Sacal è finita nell’occhio del ciclone giudiziario, soprattutto nel 2013 e nel 2015, il primo ad accorrere in soccorso di Colosimo è stato proprio lo stesso Tallini. Dovrebbe dare conto pubblicamente del perchè di questa strenua difesa e di quali sono i suoi rapporti con chi ha gestito la Sacal, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi pur di difendere il suo pupillo.
Cosa pensa dei viaggi ingiustificati e delle spese folli, delle limousine e dei master pagati con i soldi pubblici, i nostri soldi? Cosa pensa inoltre del sistema clientelare, per fortuna smascherato, messo in piedi per assumere giovani per dei semplici stages? Ecco questo vorremmo sapere.
A queste domande dovrebbe dare una risposta, piuttosto che, di fronte alle parole indefinibili uscite fuori dalla bocca della Michienzi, non trovare di meglio che tacciare di campanilista chi ha voluto rivendicare il ruolo di Lamezia.
Sappia Colosimo che nonostante tante difficoltà, siamo tantissimi ad essere orgogliosi di essere lametini e soprattutto di non avere nulla a che fare con quel grumo di potere politico-affaristico catanzarese che per anni ha letteralmente tarpato le ali, mai come ora è proprio il caso di dirlo, alla nostra città.

Rosario Piccioni

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