Attualità Politica

Sanità, Gianturco: “Ospedale si difende con le azioni e non con le chiacchiere”

Gianturco: “Se vogliamo veramente difendere l’ospedale cittadino e riprenderci in mano le sorti della nostra amata Lamezia è necessario scendere in piazza”

Lamezia – “È passato molto tempo da quando a Lamezia iniziò la battaglia per la difesa della sanità e del nostro nosocomio ma di fatto nulla di concreto è stato portato a termine. Il Sindaco Mascaro, proprio come chi lo ha preceduto, si è limitato a meri proclami a mezzo stampa senza ottenere alcun risultato positivo. Al susseguirsi di tagli alla sanità, chiusura di reparti, etc. ad oggi si aggiunge l’ulteriore sconfitta del rischio di dislocamento degli uffici amministrativi ASP a Catanzaro. Tutto ciò non possiamo permetterlo”. A dichiararlo è il consigliere comunale Mimmo Gianturco.

“La risultante del modus operandi del Sindaco – spiega – è stata quella di alimentare lo sconforto e la passività dei lametini che, invece, avevano ritrovato la voglia di manifestare e combattere per i propri diritti. L’ottimo lavoro realizzato con la protesta del 19 marzo 2016 – spiega – e le battaglie che si sono susseguite nei mesi successivi si sono affievolite sempre di più. Le proteste dei lametini sono state a poco a poco sostituite dai comunicati stampa in politichese che hanno portato ad una conseguente perdita della voglia di lottare per difendere il nostro diritto alla sanità. Tutto ciò ha arrecato ulteriori danni poiché vi è la volontà di trasferire gli uffici ASP dalla sede ospedaliera di Lamezia a Catanzaro”.

“Dunque – incalza – avevamo ragione noi quando sollecitavamo a più riprese affinché si mettesse da parte la retorica politica a favore di dure forme di protesta. Come volevasi dimostrare le lettere e gli incontri non hanno solo peggiorato la situazione. Se vogliamo veramente difendere l’ospedale cittadino e riprenderci in mano le sorti della nostra amata Lamezia è necessario scendere in piazza con azioni eclatanti con quello spirito battagliero che ci ha unito nella manifestazione del 19 marzo 2016 e che, a causa della saliva di quei politici, è andato perso. L’ospedale – conclude – si difende con le azioni e non con le chiacchiere; urge una nuova mobilitazione”.

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