Segni particolari: Qualcuno…

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Per la serie, nomen, omen: ovvero, quando la sorte è conforme al significato onomastico

Quel qualcuno faceva tutt’uno col segno di difetto nel mondo romano a differenza delle nostre carte d’identità, che fanno diversificare nome e particolari distintivi: documenti in mano, Signori, senza perlustrare la foto con cui tutti ci illuminiamo di meno!
Ora, se dovessimo giudicare i Latini dai nomi di famiglia, il quadro che potremmo farci potrebbe essere risibile o bislacco. Eh sì, altro che solennità e gloria!
Fare l’appello in una classe di allora sarebbe alquanto imbarazzante per un insegnante di oggi! Passi per i nomi che ci parlano della complessione fisica di una persona, del colore dei suoi capelli, o degli occhi, come Macer, “Magro”, Niger, “Negro”, Rufus, “Rosso”, Caesius “Azzurro”; ma come la metteremo con una lista di questo genere? Brutus (Tardone da Ivo Il Tardivo!), Bestia (non c’è bisogno di tradurre!), Tubero (Gobba, ergo, gibboso!), Catulus (Cagnolino: e comunque nome in cagnesco, Porco cane!), Cicero (Portatore insano di Verruche), Catilina (Mangia-cani: al secolo, il brutto Mangiafuoco di Cicerone!), Balbus (Il Balbuziente, Lo Scilinguato), Clodius (Lo Zoppo), Scaurus (Piede in fuori), Flaccus (Orecchie a penzoloni), Caecus, Cocles (Il Guercio), Strabo (Lo Strabico): a ben vedere, tanto complimentosi non sono! Tuttavia, ai nostri progenitori il fatto di portare nomi che accennavano ad un difetto fisico, o anche intellettuale, non produceva alcun imbarazzo: quando il famoso eroe Muzio si bruciò la mano destra, che aveva fallito il colpo nell’attentato al re Porsenna, i vicini di casa non esitarono a gridargli scherzosamente: “Il tuo è stato proprio un tiro mancino, Scaevola (=Mancino!)”; per la serie, nomen, omen: ovvero, quando la sorte è conforme al significato onomastico.
Già, Immagini che lasciano il segno, come nella canzone dei Tiromancino! Proprio così!

Mihi nomen est Bond, Iacobus Bond!

Film milionario nel nome dei Bond!

Anche qui, il nome vale la candela come in un gioco.

Con ciò sia cosa che li nomi seguitino le nominate cose, sì come è scritto: “Nomina sunt consequentia rerum” (Dante, Vita Nova, XIII, 4).

Prof. Francesco Polopoli

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