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Siamo fratelli nella Terra dei Santi

ferNazim Hikmet – Prima di tutto l’Uomo

Non vivere su questa terra
come un estraneo
o come un turista della natura:
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre;Credi al grano, alla terra, all’uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza
del ramo che secca,
dell’astro che si spegne,
dell’animale ferito che rantola
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell’uomo.

Da poco rientrato dal festival internazionale del cinema a  Shanghai,  dove ha presentato “ La Terra dei Santi” suo primo film, uscito nel 2015, nel Focus Italy, gli otto film scelti dai cinesi fra ottanta film italiani per far conoscere ogni anno il nostro mondo, Fernando Muraca, regista, trascorre con noi, spettatrici e scribanti per testata web, ore di felicità.

Prima di tutto l’uomo. Con i versi di Nazim Hikmet su cosa debba dare la gioia, sto ancora nell’intervista, chiacchierata amichevole, che io, Giovanna  Villella e sua sorella  Francesca, abbiamo stasera fatto con Fernando.
Peregrinando dal Chiostro di San Domenico, fin sul palco della piazzetta adiacente, e con alle spalle le mani di Trame, rassegna di libri contro le mafia,  io scrivo,  Giovanna  domanda, Francesca fotografa e lui parla arrotolando minuscole sigarette che hanno l’inconsistenza del foglio.  Lo guardiamo attente per non perdere momenti, spezzoni di un film che si fermerà nelle nostre menti, insieme alla musica che prima ci fece colonna sonora e che chiuderà stasera il festival Trame.

Giovanna vuole sapere tutto del film, e chiede il come, il perché, e le sequenze  diventano  quasi una persona fra noi.

Il film narra  l’incontro fra una  giudice, Vittoria, Valeria Solarino,   e una  madre -Assunta, Daniela Marra-  due sistemi antitetici di vita.

Assunta è costretta a sposare il fratello del marito morto e madre di un giovane ‘ndranghetista, è  divisa fra i due mondi di Vittoria, la legge,  e della cognata Caterina -Lorenza Indovina, questa  una versione cattiva della persona totalmente amorale.

Come sono state scelte le donne protagoniste?

“Per trovare Assunta ho fatto più di  cento provini, volevo una donna che ricordasse il sud, che fosse del sud, che lo facesse vedere sulla pelle, perché è la pelle che fa la differenza.

Caterina doveva essere il male assoluto, quindi avevo bisogno di una  attrice come Lorenza, ed il magistrato, Valeria Solarino, essere elegante. Insieme umana e rappresentante istituzioni certe. In cui credere. “

Come mai il film è ambientato in Puglia e non in Calabria, a Lamezia?

“ La regione Calabria si è sempre disinteressata al progetto. Infatti ci sono voluti   sei anni per realizzarlo. La  Puglia ha favorito il lavoro, contribuendo  a che si realizzasse.  Ho spostato l’ambientazione a Manfredonia e dintorni perché luoghi più somiglianti al mare di Lamezia, all’anfiteatro del Parco Mitoio di Caronte, dove avrei voluto svolgere la scena dell’uccisione del figlio di Assunta, una scena da tragedia greca.”

Il film, ci sorprende Fernando, non è sulla ‘ndrangheta, in senso stretto, ma sul dolore.  Sulla scelta fra credere possibile alleviarlo  ed avere speranza, oppure non credere e vivere nel buio, nel vuoto. Lui ci  ricorda infatti che noi viviamo nella terra dei santi ed antropologicamente  siamo strutturati per amare, per essere generosi , non solo  cose da riempire, ma esseri che vogliono donare. Non possediamo nulla, malgrado ciò tutti  vorremmo riempire questo nulla con cose,  dimenticando che  possediamo l’umanità.

Tutto questo modo di pensare precede il Cristianesimo, non appartiene ad un credo religioso, benché il regista sia cristiano. Questo pensiero risale ai filosofi che si interrogarono su chi e cosa fosse l’uomo, da Socrate in poi, su come bisognasse educare, dando fiducia a ciascuno, cercando di vedere al di là di ogni atto e situazione contingente l’uomo.

Nel darci lo scoop della serata, ci rivela in anteprima per Lameziaterme.it  il titolo del suo nuovo film “ Siamo Fratelli” scritto con Angela Iantosca, questa volta sugli uomini della ‘ndrangheta e nello stesso tempo un film su un popolo che non può essere capito solo con processi cognitivi e applicazioni di leggi, ma ha bisogno di essere compreso con l’intelligenza emotiva.  Un popolo, quello della ‘ndrangheta, che può essere disarmato se togliamo  l’oggetto del gioco, i fucili, ed al loro posto regaliamo le bolle di sapone.    Un popolo che deve essere accolto dai  rappresentanti della legge non solo con pene detentive  e carcere ma applicando quei meravigliosi articoli della Costituzione Italiana, articolo 13 e articolo 27  in cui le pene  tendono  alla rieducazione.

Il giudice, continua ora Fernando, di fronte a tre avvocate, che si sono fermate per salutare, deve avere altezza di intendimento, trovare l’uomo nello spirito della legge e così devono fare gli avvocati penalisti, non relegarsi a  semplici passacarte ma  uno specchio in cui l’altro possa riflettersi. Specchio di umanità.

Con le parole alte di una società civile che debba camminare dando la mano a chi sta in difficoltà, accogliendo e a  fermarsi se qualcuno  sbaglia, con gli esempi  della Fazenda appena inaugurata a Lamezia,  veniamo trasportati nel regno di una idealità fattiva. Ciascuno di noi, ci chiede Fernando, può, nel suo campo, portare la buona novella, evangelica, mai tramontata.

Prima di tutto l’uomo e Fernando ci raccomanda di non lasciare soli coloro che danno vita  al progetto  della “Fazenda da Esperança”, che ha aperto in Italia la sua prima sede in località Lenza Viscardi a  Lamezia Terme, in una struttura confiscata alla criminalità organizzata e affidata dal Comune di Lamezia alla Caritas Diocesana nel dicembre 2014.

“opere segno”, progetti che esprimano  il riscatto morale e sociale attraverso la promozione della giustizia e della solidarietà, dicono tanti giornalisti.

 “Quattro fondatori – Nelson Giovanelli, Frate Hans Steppel, Lucylene Rosendo e Iraci Leite – che all’inizio degli anni ’80 diedero vita in Brasile alla prima comunità per il recupero di giovani tossicodipendenti, con  un metodo fondato sulla vita evangelica e sulla riscoperta della dignità della persona

12 giovani saranno accolti nella comunità lametina, che sarà guidata da Marden Svicero, Clayton Ribeiru e Padre Joseph Citumba.” da un articolo del Dispaccio.

Prima di tutto l’uomo.

“Intanto escono le nomination dei Globi d’oro: Siamo nella cinquina per il premio Miglior Opera Prima” leggo sulla bacheca di facebook

Fernando Muraca con  noi. Da Il Visconte di Bragelonne di Dumas,  libro che stava per andare al macero, fra i tanti dello scaffale, e che invece la zia  portò a lui, a Divisione Cancro di Solženicyn, libro comprato, a nove anni, dopo aver letto il Visconte, con la richiesta fatta al libraio di dargli il  libro più difficile che ci fosse,  Fernando ha aperto il suo mondo nello stesso modo in cui la lettura ha aperto a lui un mondo.

Sono passate le ore e dobbiamo salutarci convinte che questo modo di fare cinema, di fare scuola, di fare informazione sia il migliore dei modi e dei mondi  possibili.
Con Hikmet nella chiusa della sua poesia un augurio felice di realtà condivise

Ti dian gioia
tutti i beni della terra.
L’ombra e la luce ti dian gioia,
le quattro stagioni ti dian gioia
ma soprattutto, a piene mani
ti dia gioia l’uomo.

Ippolita Luzzo



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