Sĭtŭs: Il senso dei luoghi

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Alla XII Giornata del Contemporaneo indetta dall’AMACI, Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, partecipa  Aleph Arte per il VII anno consecutivo con Un’Opera di Maria Teresa Zingarello.

SĭtŭsVentimiglia circa un anno fa: alcune decine di profughi a cui è stato negato l’accesso alla frontiera, avvolti in coperte isotermiche, protestano sulla scogliera di Ponte San Ludovico al confine con la Francia.
È l’immagine di quei corpi avvolti in manti dorati a colpire l’artista Maria Teresa Zingarello che ci invita  ad apporre  un modulo dorato sulle mura di  un appartamento vuoto, disabitato, fino alla sua completa saturazione.
Qui  in itinere le fasi iniziali dell’installazione, con il mio contributo la coperta isotermica viene poggiata sulla parete dell’appartamento spoglio. Mentre poggio la coperta isotermica sul muro mi domando dove siano ora quei corpi, quelle persone che, avvolte nella coperta e argentei, poggiavano plastiche sulla scogliera in una performance bella se non fosse drammatica.
Gli occhi di Maria Teresa visualizzano lo sconcerto ed il brillio dell’arte che vorrebbe comunicare lo scarto fra un luogo e gli abitanti, fra la storia e gli individui, nella impossibilità di qualsiasi bellezza salvifica. I luoghi rimangono testimoni di un passaggio. Come il segno della testata del letto resta impresso sulla parete e null’altro ci dice se non la perfezione della forma così quei corpi sulla scogliera, avvolti, spariti dal luogo, non lasciarono traccia nel sĭtŭs. I luoghi del non essere diventarono ormai molti altri. Nella saturazione delle pareti Maria Teresa riprende un abbraccio caldo, caldissimo, che protegga tutti dalla desolazione dell’abbandono, del non essere.situs1
Sabato la conclusione.
Trovo intanto un mio pezzo da un altra installazione fatta da Maria Teresa e ve l’aggiungo come ricordo.
“Dall’anello di Staccioli al triangolo di Silvia Puija e Maria Teresa Zingarello. Da Braudel a luna rossa, pensieri e parole e… Il cielo in una stanza. Una perdita geometrica di identità matematica. Uno nessuno e centomila. La dispersione nel mare, l’aspersione nell’accoglienza. Nel divenire storico dell’aporia”.
L’intervento si articola in due luoghi distinti: un appartamento disabitato in Via Rampa Mancini n. 2 al cui interno l’artista invita a rivestire un intero ambiente con coperte color oro, e Palazzo Panariti in cui sarà visibile l’esito del progetto, una documentazione di tutto il processo artistico partecipato. Vi aspettiamo A Palazzo

Ippolita Luzzo

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