Attualità

Trasferimento sede ASP da Lamezia a Catanzaro: l’Avv. Panedigrano non ci sta

L’avvocato Nicolino Panedigrano chiede chiarimenti al Direttore Generale dell’ASP, il Dr. Perri.

Comunicato Stampa

Il direttore generale dell’ASP, dr. Perri, tace ed agisce. Ma deve capire che il suo incarico non è di nomina regia. Si trova lì per volere del Presidente eletto della Regione e, quindi, indirettamente per volere del cittadini calabresi. E ai cittadini anche lui deve rispondere.

Il Sindaco di Lamezia ha diffuso la notizia di una sua decisione di trasferire a Catanzaro gli uffici amministrativi del nostro Ospedale e del Distretto sanitario lametino. Scelta questa che è davvero scellerata perché quegli uffici ora si trovano in locali ospedalieri di proprietà dell’ASP, mentre a Catanzaro andranno a stare in locali presi in affitto, non sappiamo a quali costi, da privati. E il dr. Perri ha il dovere politico e morale di dare una risposta pronta e chiara, perché i lametini debbono poter valutare le sue scelte e, se è il caso, contrastarle prima di trovarsi davanti al fatto compiuto.

Ora circolano anche delle voci che da qui a poco sarebbe inaugurato per la centesima volta il cosiddetto Centro Protesi INAIL, ma con una bella sorpresa da uovo di Pasqua. L’ASP, cioè il dr. Perri, trasferirebbe di peso il reparto di Riabilitazione del nostro Ospedale nella Zona Industriale ex SIR e l’INAIL ci collocherebbe solo qualche suo ufficio di formazione e addestramento del personale addetto alla riabilitazione, ma di Officina per la produzione, l’impianto e la riparazione delle Protesi nemmeno l’ombra, ragion per cui possiamo ben parlare di cosiddetto Centro Protesi. Anche su questo il dr. Perri ha il dovere di chiarire a tutti i cittadini cosa ci sia di vero.

In questi due anni di sua gestione il Direttore Generale si è abituato ad una rappresentanza regionale lametina, ad una deputazione nazionale lametina, ad un Presidente di Regione e ad un Partito Democratico che con lui governa, assai disinteressati alla sanità lametina e del tutto incuranti della grande manifestazione pubblica del 19 marzo 2016 e della petizione sottoscritta da 25 mila cittadini. E, adagiatosi su questo disinteresse, ha continuato senza battere ciglio l’opera di smantellamento del nostro ospedale e della nostra sanità territoriale avviata dal suo predecessore, eliminando e sottraendo reparti e funzioni, senza neanche scuotersi dopo la morte di un nostro concittadino “esiliato” a Vibo Valentia, perché era stato chiuso il nostro reparto di malattie infettive.

Il Dr. Perri deve capire che quel che non abbiamo perdonato al dr. Mancuso non lo lasceremo fare impunemente a lui. Atti di genuflessione agli interessi economici ed elettorali di Catanzaro questa città non può più permettersene.

Da lui, che si dice orgoglioso di essere lametino, ci saremmo attesi che, visto e considerato che la dirigenza sia della azienda sanitaria Pugliese-Ciaccio, sia dell’azienda sanitaria Materdomini sono entrambe a Catanzaro, avesse deciso di trasferire l’intera Dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale da Catanzaro a Lamezia, dove per di più ci sono ampi locali vuoti e si risparmierebbero un bel po’ di affitti distribuiti a pioggia a chissà quali immobiliaristi catanzaresi. E ci attenderemmo che si opponga all’ennesima inaugurazione di un Centro INAIL farlocco, senza officina Protesi e con il reparto di riabilitazione scippato all’ospedale.

Diffonderemo nei prossimi giorni, insieme alle altre associazioni civiche, un documento sulla sanità a Lamezia nel 2017, perché le soluzioni all’inesorabile declino del nostro ospedale e della nostra sanità ci sono, a partire dalla proposta che il territorio tra Catanzaro e Lamezia venga considerato un bacino unico, per finire alla richiesta di destinare il nostro ospedale a punto centrale di quella Rete Politrauma regionale lasciata volutamente incompleta per evitare di collocarlo a Lamezia, dove era da sempre destinato.

Nicolino Panedigrano e Riccardo Viola

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