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Un liberale in talare: Pietro Ardito

Pietro Ardito è stato un presbitero, storico, filosofo, poeta e patriota

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Pietro Ardito

Pietro Ardito nacque nel quartiere San Teodoro di Nicastro il 16 agosto 1833 da Pietro e Mariantonia Torcasio, secondo di cinque figli. Rimasta precocemente vedova, la madre del nostro ebbe il sostegno materiale e morale del fratello prete, don Michele Torcasio, il quale si accorse subito del talento del nipote e favorì i suoi studi, facendolo iscrivere nel seminario.

Qui ebbe per compagno di studi il futuro filosofo sambiasino Francesco Fiorentino. Fu ordinato presbitero nel 1857 dal vescovo Giacinto Barbieri. Subito ebbe l’incarico di insegnare grammatica e letteratura italiana nel seminario, che mantenne per un decennio (1850-1860).

Nel 1860 il Barbieri dovette chiudere il seminario di Nicastro perché gli studenti erano tutti filo-garibaldini e di idee liberali mentre lui era di idee borboniche e reazionarie.

L’Ardito quindi sostenne altri esami di abilitazione all’insegnamento che superò brillantemente e fu incaricato di insegnare lettere presso un istituto tecnico a Spoleto (PG). Anche il Fiorentino andò ad insegnare a Spoleto filosofia.

Qui i due intellettuali ebbero modo di stringere forte amicizia personale, anche se rimasero distanti da un punto di vista filosofico e politico.

A Spoleto in nostro scrisse la maggior parte delle sue opere, la cui maggior parte parlano di critica letteraria ad uso delle scuole. L’opera più famosa di questo periodo è un saggio filosofico di estetica dal titolo “Artista e Critico” che egli presento agli esami di abilitazione per insegnare all’università di Napoli. Ma per amore della madre, che richiese fermamente la sua presenza, rinunciò alla carriera accademica e ritornò a vivere a Nicastro.

L’Ardito, fin dai tempi della chiusura del seminario di Nicastro, aveva fatto intendere le sue idee liberali e patriottiche, che propugnavano la fine del governo dei Borbone e la nascita dell’Italia unita per mano di Garibaldi. E se per questo motivo doveva finire il governo temporale del Papato per l’Ardito non era poi così grave, visto che era convinto come molti altri suoi confratelli sacerdoti che la missione della Chiesa è da sempre esclusivamente spirituale piuttosto che materiale.

Queste idee contrastavano platealmente con quelle dell’ultimo Papa – re della storia, Pio IX, il quale, come tutti ricordiamo, non solo in diverse encicliche condannò le idee liberali, la democrazia, la massoneria, il socialismo e il nazionalismo, soprattutto quello italiano che minacciava la fine del suo stato, lo Stato Pontifico, che infatti perso definitivamente nel 1870, con la presa di Roma da parte dei bersaglieri sabaudi per fare della città eterna la nuova capitale d’Italia, lo portò a proclamarsi prigioniero politico del nuovo stato e per ripicca non solo scomunicò la famiglia Savoia, ma proibì ai cattolici italiani di fare politica attraverso il famoso NON EXPEDIT.

All’epoca, dunque, professare simili opinioni, per di più essendo un prete, potevano portare nei casi meno gravi a censure e nei casi più estremi alla scomunica. Per fortuna il Nostro non ebbe mai simili problemi con i vertici ecclesiastici. Tornato definitivamente a Nicastro nel 1887, fu nominato direttore del Ginnasio cittadino, dove continuò ad insegnare lettere. Per la sua cultura notevole, fu elevato alla dignità di Decano del Capitolo della Cattedrale, all’epoca il ruolo più importante nella diocesi dopo quello del Vescovo.

Prima di morire improvvisamente a soli 56 anni il 21 maggio 1889, ebbe il tempo di pubblicare il libro di storia Spigolature Storiche della città di Nicastro, dove contribuì non poco a trasmettere agli studiosi locali del futuro ricche e utili informazioni sulle origini e gli avvenimenti storici di Nicastro.

Alla sua memoria fu posta una lapide commemorativa alla sede del Ginnasio, allora sita in via Lissania, mentre il corpo fu tumulato nella Cappella dei membri della Confraternita della Addolorata al cimitero di Nicastro. Solo nel 1953 l’amministrazione Comunale di Nicastro pensò di affiggere una lapide commemorativa presso la sua abitazione natia, ancor oggi presente.

Ecco un elenco parziale delle opere di Pietro Ardito:

Trattato di versificazione italiana e latina ad uso dei ginnasi, seconda ed. riveduta e corretta, Foligno, Feliciano Campitelli, 1863.

Antologia greca conforme ai programmi governativi ad uso delle scuole ginnasiali del Regno…, con Carlo M.a Tallarigo, Foligno, Tipografia Sgariglia e Campitelli, 1866.

Carlo Teodoro Körner e la poesia nazionale, Venezia, Stabilimento tipografico Grimaldi, 1870.

Artista e critico. Studi, Venezia, Stabilimento Grimaldo e C., 1872. Nuova edizione critica a cura e con un saggio introduttivo di Raffaele Gaetano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2004.

Alessandro Poerio e le sue poesie. Studio critico, Napoli, Perrotti, 1878.

Poesie e versioni poetiche, Spoleto, Tipografia di P. Bossi, 1879.

Le liriche di Alessandro Manzoni, Napoli, Morano, 1882.

Spigolature storiche sulla città di Nicastro, Nicastro, Tipografia e libreria Bevilacqua, 1889. Ristampa anastatica: Lamezia Terme, Fratelli Gigliotti, 1989

Matteo Scalise

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