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Abate: è il momento di fare chiarezza sul tratto Sibari-Rossano della Ss106

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Sul tratto Sibari-Rossano della Statale 106 jonica, visto che in questi giorni si parla di una presunta accelerazione di Governo e Regione ma, in generale assistiamo a dibattiti stucchevoli quanto esilaranti che non fanno una buona pubblicità alla nostra città, credo che ormai sia giunto il momento di fare chiarezza

Comunicato Stampa

Sin dall’inizio del mio mandato, lavorando per la Sibaritide, ho trovato situazioni arenate ed incancrenite “grazie” a tutta la vecchia politica che le aveva portate a questo punto. Parlo della Ferrovia jonica, del Porto di Schiavonea e della Ss 106. Tutte scrostate grazie al tanto lavoro da me fatto e a lunghe e costanti interlocuzioni con le istituzioni preposte.

E questo proprio il caso della Ss 106. Interloquendo sia con l’Anas e sia con la struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ho sempre lottato per avere una strada a quattro corsie. Richiesta formalizzata nel corso dei tavoli che ci furono quando portai nel febbraio del 2019 l’allora Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Danilo Toninelli, al Porto di Schiavonea. Uno di quei tavoli riguardò proprio la Ss 106 e vi partecipò quello che era il Capo Area di Anas Spa per la Calabria, l’ingegnere Vincenzo Marzi, e gli chiedemmo di studiare per la Ss 106, a cominciare dal tratto Sibari-Mandatoriccio dove l’iter era già in fase più avanzato, una strada a 4 corsie moderna che venisse incontro alle esigenze del territorio.

Anche se il prosieguo di alcune situazioni fu un po’ rallentato a causa del Covid, nel luglio del 2020, in piena pandemia, incontrai in videoconferenza la struttura territoriale di Anas Calabria, diretta dall’ingegnere Francesco Caporaso. Dal dibattito e dalla documentazione, già in mio possesso perché l’avevo reperita per precedente accesso agli atti richiesto proprio ad Anas inerente al vecchio progetto del tratto Sibari-Mandatoriccio (meglio conosciuto allora come Megalotto 8 della Ss 106), si prese atto che essendo il sistema dei Megalotti oramai non più in uso si stava lavorando a dei nuovi interventi in sostituzione del vecchio progetto del suddetto Megalotto 8 redatto nell’anno 2009 che aveva dei costi stimati in circa 2,814 miliardi di euro (una spesa improponibile e mai stanziata dai governi precedenti). A seguito di quell’incontro, convocai tutti i sindaci dell’area e comunicai che dalle carte risultavano i progetti sostitutivi (denominati poi “tratti funzionali”) indicati con i codici di cantiere “CZ 372” che va da Mandatoriccio alla rotatoria di Aranceto e “CZ 388″ che va da zona Aranceto a Sibari all’innesto con la SS 534. Per questo secondo tratto, già allora, era allo studio il progetto definitivo (parliamo di un anno e mezzo fa).

Sempre allora comunicai che, come previsto dal Contratto di programma allora vigente, per il tratto Sibari-Rossano (il “CZ 388”) erano disponibili 151 milioni di euro (e dalle interlocuzioni era emerso che al Ministero erano già allocati gli altri soldi che verranno sbloccati soltanto quando ci sarà un progetto definitivo, come è giusto che sia poiché è finita l’epoca in cui si accantonavano soldi per opere che non hanno mai visto la luce) mentre per il “CZ 372” vi erano allocati 290 milioni.

Dall’interlocuzione con Anas emerse, inoltre che, visti i volumi di traffico previsti e considerata anche l’eccessiva mortalità nel tratto, si stava predisponendo un progetto a quattro corsie. Già allora concordammo con Anas stessa che si dovesse velocizzare al massimo l’iter per arrivare ai progetti definitivi e alla cantierizzazione delle opere e a tal fine presentammo un emendamento al decreto “Semplificazioni” del 2020 che prevedeva la richiesta di deroga al dibattito pubblico con la norma approvata all’articolo 8 previa dichiarazione di “strategicità” della strada che avrebbero dovuto chiedere i comuni, la provincia e la regione interessate.

Da allora, sostanzialmente, la situazione è ferma: solo Anas ha continuato a lavorare avendo avuto, nel frattempo, il nulla osta per la progettazione di una strada a 2 carreggiate e 4 corsie (iter anche questo da me seguito quotidianamente al Ministero) ma quello che purtroppo si registra è un sostanziale blocco dell’iter causato in primis dal Comune di Corigliano-Rossano, unico su tutta la tratta da Catanzaro a Cassano a non aver deliberato positivamente sul progetto proposto, e dai conseguenti siparietti che stanno riempiendo in questi giorni le pagine dei giornali, alimentato da alcuni giornalisti stessi, e che non fanno bene al nostro territorio. C’è chi scopre oggi che ci sono allocati 151 milioni di euro per il tratto Sibari-Rossano quando invece lo scrissi nel luglio del 2020, c’è chi parla di accelerazione del Governo (quando l’ultimo atto è sempre del 2020, i soldi sono sempre quelli del vecchio contratto di programma e l’iter è già pianificato da tempo così come prevede la legge) e c’è, addirittura, chi grida al miracolo grazie al presidente della Regione Roberto Occhiuto che si è insediato da poco più di un mese e che, al massimo, ha avuto il tempo di guardare la pratica.

La verità è che la situazione è giunta al paradosso ed è in fase di stallo perché nessuno si vuole prendere le proprie responsabilità. Ora la questione è puramente tecnica: se il sindaco di Corigliano-Rossano non è d’accordo col tracciato poteva e potrà sollevare le proprie eccezioni tecniche in fase di conferenza dei servizi con una relazione tecnica e le relative richieste. D’altro canto Anas, essendo l’opera commissariata, deve andare avanti per velocizzare l’iter e certamente non può perdere tempo in inutili dibattiti. Altrimenti non si capisce a cosa sia servita la nomina dell’ingegnere Massimo Simonini a commissario straordinario.

Alla popolazione, che si fa grasse risate con i siparietti di questi giorni, andrebbe raccontato che Simonini è un professionista e che è stato nominato, contestualmente alla Ss 106, anche commissario della strada Grosseto-Fano (anche in quelle zone 6-7 mesi fa si diceva che sarebbe stato rimosso) ma la verità è che il suo lavoro va avanti e a inizio dicembre Umbria, Marche e Toscana, le regioni interessate dalla costruzione della E78 Grosseto-Fano, hanno firmato un protocollo per accelerare i lavori non solo promuovendo nei confronti di Mims e Anas la realizzazione a quattro corsie ma anche affiancando lo stesso commissario Simonini nell’elaborazione del cronoprogramma e nel reperimento di finanziamenti. Il protocollo, infatti, prevede anche la costituzione di un Comitato di Coordinamento Istituzionale, ovvero una cabina di regia a supporto del commissario.

Il Governo, contestualmente alla nomina di Simonini, ha messo sul piatto circa due miliardi di euro per 270 km di tracciato.

Mentre nel Centro Italia le istituzioni collaborano per definire la questione qui, invece, c’è la corsa a sfilarsi e a non assumersi le proprie responsabilità. Perché da noi assistiamo a questa prolungata fase di stallo? Se si è deciso che la fascia jonica deve rimanere nel pietoso stato in cui è (e l’hanno ridotta) allora lo si dica chiaramente e lo si mettesse agli atti affinché i cittadini sappiano la verità e che resti storicamente testimoniato.

Io, personalmente, dopo aver esposto il lavoro fatto in questi tre anni e mezzo, lascio agli altri anche la facoltà di prendersi il merito delle sollecitazioni al Ministero per la 4 corsie, la “scoperta” dei 151 milioni e tutto il resto ma ora è tempo che ogni Istituzione si assuma le proprie responsabilità per il bene comune e per i tanti morti che si piangono soprattutto sul tratto Sibari-Rossano di questa strada chiamata “della morte”.

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Mara Desideri