Agenda Urbana: diciamo no alla scelta del Commissario e dei tecnici comunali

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Agenda Urbana: diciamo no alla scelta del Commissario e dei tecnici comunali

Come Movimento la Nuova frontiera dei Liberi & Forti e come Ave Lavoro riteniamo opportuno ritornare sul tema Agenda Urbana, non con atteggiamento polemico ma con spirito costruttivo come già fatto attraverso le proposte inviate alla Commissione prefettizia dopo l’incontro, da noi stessi sollecitato, con il partenariato sociale.

Comunicato Stampa

L’ultima versione del documento a noi noto appare manchevole rispetto alle prospettive di crescita e di sviluppo, e ancor di più, rispetto alla creazione di nuove occasioni di lavoro.

L’analisi da noi fatta mette in evidenza come il documento, per come presentato, non contenga gli elementi strategici a garanzia della crescita sociale ed economica della nostra città. La città rimarrà ferma ancor più di ieri e rimane ancora una volta priva di qualsiasi visione di futuro.

Non vi è dubbio che anche noi sollecitiamo ed approviamo alcuni interventi che vanno in direzione dell’inclusione sociale di chi vive condizioni di disagio, causate anche dalla crisi economica che ancora è fortemente presente nelle famiglie calabresi e lametine.

Detto questo con la dovuta chiarezza non si capisce perché una parte del robusto finanziamento – trattasi di ben diciotto milioni di euro – non sia stato programmato per opere e azioni a favore dell’intrapresa economica e del lavoro.

Nello specifico, il Movimento Liberi & Forti e Ave Lavoro avevano avanzato due proposte: un finanziamento a favore della ristrutturazione dell’ex Cantina sociale di Sambiase, da destinare alla rinascita della Fiera Agricola Lamezia, e l’istituzione dei Cantieri Scuola Lavoro finalizzati all’incentivazione di occasioni di lavoro in ambito sociale.

Per quanto concerne la Fiera Agricola, il ritorno a una struttura moderna e competitiva considerando anche la vocazione storica del territorio, andava intesa come piattaforma da cui rilanciare lo sviluppo in termini non solo espositivi ma anche come promozione di tecnologie, produzioni di qualità, scambi commerciali con altre regioni e con i paesi del Mediterraneo, con il coinvolgimento della Facoltà di Agraria dell’ l’Università  quale supporto scientifico per un rilancio del comparto agricolo e della ricerca nello stesso ambito.

Questa proposta conteneva in sé una componente essenziale per programmare la nascita di un Polo Fieristico a Lamezia, luogo attrattore per il resto della Calabria.

Siamo a chiedere, pertanto, lo stralcio dell’immobile dell’ex Cantina Sociale di Sambiase, dal piano di dismissioni deliberato dal Comune, anche in considerazione del fatto che su questo punto risulta agli atti una votazione da parte del Consiglio comunale che all’unanimità si è espresso per la nascita della Fiera Agricola in quel sito; né risultano successivi atti di revoca di questa deliberazione.

Anzi, al contrario, era stato previsto un finanziamento di ben 250.000 mila euro per un primo intervento sulla stessa struttura.

Senza l’intervento strategico da noi individuato, che la città intera aspetta da tempo, non si può parlare di << Crescita e innovazione sociale, economica ed inclusiva attraverso la messa in valore del patrimonio pubblico disponibile>>. Né di << crescita equilibrata e sostenibile per la valorizzazione della vocazione policentrica di Lamezia Terme, attraverso l’integrazione tra i diversi centri urbani ed i quartieri residenziali >>.

Queste affermazioni sanno di retorica e vanno nella direzione contraria di quanto scritto. Una città policentrica è definibile tale se suscita interessi molteplici a partire da quelli dello sviluppo economico e del lavoro.

In merito poi ai  Cantieri Scuola Lavoro è nostra opinione che sono uno strumento, ben collaudato in altre regioni, attraverso cui vengono costituite dei cantieri di lavoro per giovani, per dodici mesi, per lavori di grande utilità sociale, con delle priorità: pulizia dei fiumi, ripristino e manutenzione di opere pubbliche bisognose di urgente intervento, tutela ambientale, interventi nei centri storici ed ogni altra operazione che comuni o consorzi di comuni ritenessero necessari a salvaguardia del territorio.

I giovani impegnati in CSL svilupperebbero una prima esperienza di lavoro rafforzando competenze che, in breve, potrebbero tradursi nella costituzione di cooperative per l’esternalizzazione di servizi da parte di più amministrazioni. I CSL sono cosa ben diversa dai voucher previsti in Agenda Urbana e che certamente non produrrebbero gli stessi risultati.

A questo punto, vista l’immotivata esclusione delle proposte da noi avanzate, poniamo all’attenzione della città scelte che riteniamo “imperfette” in quanto non produrranno crescita diffusa, creazione di azioni di sviluppo e di nuove occasioni di lavoro.

La nostra presa di posizione pone anche l’assunzione di responsabilità di chi, invece di pensare ad interventi di limitata traiettoria, dovrebbe programmare per creare crescita durevole e strutturale, privilegiando una visione politica proiettata verso un futuro a lunga scadenza.

I giovani di questa città non possono assistere a scelte politiche o commissariali che non mettano argine alla desertificazione socio-economica, tanto più che, qui e adesso, è richiesto un mirato e virtuoso utilizzo di Fondi comunitari.

Carmela Dromì        Presidente Circolo Movimento Liberi e Forti – Lamezia Terme

Alfredo Saladini       Presidente Associazione AVELavoro

 

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