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Altrove. Sotto la lente

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Sotto la lente - Mara Larussa

Ho deciso
Di perdermi nel mondo
Anche se sprofondo
Lascio che le cose
Mi portino altrove
Non importa dove

…canticchiavo Morgan, con i piedi affondati nella sabbia, gli occhi rivolti all’ultimo tocco d’arancione e i grovigli mentali che facevano rumore, infrangendosi contro il silenzio del meridiar altrui.

Ero Altrove.

Aliter ubi.

Diversamente dove.

Calata in un dove diverso, a tratti puntale a tratti sfumato, scivolavo nel quarto cerchio dell’Inferno dantesco, “Qui vidi gente più ch’altrove troppa”, osservatrice di avari e prodighi, anime dannate che procedevano gli uni contro gli altri, spostando faticosamente immensi macigni, opposti ma accomunati dal non saper trattare le cose come devono essere trattate.

Uguali nel non saper vivere.

Incoerenti e incapaci di dare il giusto valore alle cose, al denaro e alla ricchezza.

Anime senza volto, a cui non basterebbe tutto l’oro del mondo per sentirsi appagate, condannate all’anonimato per l’eternità, interscambiabili come le monete, tutte di pari peso.

E riapro gli occhi: inutile affliggersi, in vita, dietro ori e luccichii, perché è solo lei, la dea Fortuna ad assegnare prosperità e decadenza, e la sua ruota a governare i nostri destini.

Senza cadere nell’altrovismo, possiamo ancora scegliere di vivere il nostro altrove senza spendere un fiorino.

Altrove è gratis, e raggiungerlo non ha un costo, ma richiede un’intenzione sincera.

Altrove è un dove positivo, è il dove vorresti essere. Corri altrove.

Mara Larussa