Associazioni lametine: necessaria l’azienda ospedaliera unica

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azienda sanitaria provinciale catanzaro

I rappresentanti del Comitato salviamo la sanita’ del lametino, del Tribunale dei diritti del malato e del Comitato malati cronici del lametino in una nota stampa sottolineano l’importanza dell’azienda ospedaliera unica nell’area Catanzaro-Lamezia.

Importante, aggiungono, la discussione sulla necessaria integrazione dell’ospedale di Lamezia portata avanti in Consiglio Regionale dal consigliere lametino Tonino Scalzo.

Ecco il comunicato:

Abbiamo sempre invocato ed ora auguriamo un percorso spedito al varo della proposta di legge per una azienda ospedaliera unica nell’area Catanzaro-Lamezia, che può davvero diventare quella programmazione sanitaria tanto attesa e richiesta. Ovvero una direzione unica per le attività ospedaliero-universitarie in un’area di 360 mila abitanti percorribile in circa 40/50 minuti, che, disponendo di spazi sufficienti, di offerte specialistiche complete e diversificate e di risorse adeguate, potrà dare una svolta al sistema sanitario calabrese.

Cadrebbe così finalmente anche l’anomalia di avere nella stessa area tre direttori generali con compiti che si sovrappongono e che spesso si ostacolano perché addirittura sono in competizione tra di loro.

Chi avrebbe dovuto avere questa visione e darvi impulso, cioè il Commissario Scura, appena insediatosi venne a dire a noi lametini che “non se la sentiva di far la guerra al posto nostro”.

Ora, dopo tanta nostra insistenza in ogni direzione il consigliere lametino Scalzo è riuscito ad imporre in Consiglio Regionale la discussione sulla necessaria integrazione dell’ospedale di Lamezia nell’azienda ospedaliero-universitaria in linea con una corretta visione di integrazione e non di contrapposizione dei diversi ambiti territoriali.

Checché ne raccontano certi ambienti pregiudizialmente controinteressati, non vi sono impedimenti tecnico-sanitari. In particolare non lo è sicuramente la distanza tra le tre strutture che verrebbero integrate, perché i tempi di percorrenza tra le une e le altre sono ristrettissimi. E non lo è il fatto che due strutture ospedaliere sono aziende autonome e l’altra fa parte dell’azienda sanitaria provinciale, perché si tratta di una nuova e diversa programmazione sanitaria regionale, il cui compito è di attribuire alle aziende sanitarie ospedaliere compiti di assistenza nell’emergenza-urgenza ed a quella universitaria compiti prevalenti di ricerca e didattica.

Ma non vi sono neanche impedimenti giuridici, di certo non quello tirato in campo dall’ufficio legislativo regionale. Fa specie che questo ufficio si sia abbandonato ad un contorsionismo degno di miglior causa. Dopo una strenua resistenza il Commissario Scura si è infatti dovuto arrendere al fatto che non poteva fare tutto da solo con un semplice accordo con i suoi amici universitari, proprio perché la fusione o integrazione (che dir si voglia) tra due o tre aziende sanitarie è un atto programmatorio che spetta esclusivamente al Consiglio Regionale.

Ora che la discussione è stata correttamente portata in tale sede, gli uffici legislativi della Regione adombrano problemi di costituzionalità, sostenendo che la proposta non sarebbe in linea con il Piano di Rientro varato dal Commissario Scura.

Cosa intendono dire, che quello che spetta in questo campo al Consiglio Regionale è un potere legislativo limitato e sottoposto ai dettami del Commissario Straordinario? E allora perché quest’ultimo non ha fatto tutto da solo? E’ evidente allora quanto tali argomenti siano tortuosi e inconsistenti, per non dir altro.

Ora è in campo la responsabilità del Consiglio Regionale che già da tempo avrebbe dovuto proporre questa nuova programmazione regionale ospedaliera, prendendo atto delle proposte in campo, e che invece ha lasciato subire alla nostra area e all’intera Regione i guasti della decretazione di un commissario straordinario che, con il suo piglio accentratore e non avendo mai avuto un indirizzo programmatico, né per la Regione né per le varie aree territoriali, ha lasciato inalterate, quando non ha addirittura aggravato, tutte le criticità esistenti, con le gravi conseguenze che quotidianamente siamo costretti a registrare.

Comitato salviamo la sanita’ del lametino

Tribunale dei diritti del malato

Comitato malati cronici del lametino

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