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Associazioni: politica regionale cominci a lavorare per risolvere problema inquinamento marino

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Il 2 agosto scorso il depuratore consortile di Lamezia Terme è stato sottoposto a sequestro da parte della Procura di Lamezia Terme, in seguito a ripetuti fenomeni di sversamento di reflui non depurati e fanghi nel torrente Turrina, che riceve le acque in uscita dall’impianto

Comunicato Stampa

Tale sequestro rientra nelle operazioni di un gruppo interforze voluto dalle procure di Lamezia Terme e di Vibo Valentia per fare luce sulle cause del grave fenomeno di inquinamento marino, osservato con senso di impotenza dai cittadini, che interessa il Golfo di Sant’Eufemia da almeno tre decenni.

Il problema dell’inquinamento del mare nel Golfo di Sant’Eufemia torna ogni anno alla ribalta delle cronache nel periodo estivo, quando provoca forte rabbia e frustrazione nei bagnanti, spesso rientrati da lontano nelle proprie zone di origine per le vacanze, che si trovano nella impossibilità di godere del proprio mare per fare il bagno. Questa gravissima situazione, che di fatto sta provocando, anno dopo anno, ingenti danni all’economia turistica di tutta la fascia costiera che si affaccia sul Golfo, non ha tuttavia finora suscitato reazioni e iniziative di rilievo da parte degli enti preposti alla tutela del territorio.

Anzi, i cittadini che hanno denunciato il fenomeno si sono spesso ritrovati oggetto di derisione da parte di incauti amministratori che, forti delle risultanze delle analisi effettuate dall’Arpacal, sostenevano l’assoluta salubrità e balneabilità del mare, nonostante gli evidenti segni di inquinamento delle acque.

Adesso, grazie alle iniziative delle procure locali e a seguito di episodi di corruzione e malaffare legati alla mala depurazione che hanno coinvolto altre zone delle coste calabresi, evidenziando il concorso nei reati anche di soggetti appartenenti alle istituzioni e preposti ai controlli, pare che l’approccio alla questione possa cambiare anche nel comprensorio lametino, come auspicato da chi soffre quotidianamente gli effetti dell’inquinamento marino.

Per dare un contributo alla risoluzione di questo annosissimo problema, che va compreso a fondo nella sua complessità, è di recente iniziata la collaborazione di alcune associazioni e comitati del comprensorio, uniti dal comune obiettivo di affrontare con tutti i mezzi possibili la gravissima problematica del mare sporco.

Tra i protagonisti del raggruppamento, in continua espansione, Costa Nostra, Legambiente Circolo di Lamezia Terme, Marevivo Lamezia Terme, Lamezia Rifiuti Zero, WWF Calabria, Plastic Free Lamezia Terme, Plastic Free Gizzeria, Lipu Calabria, Vitambiente Circolo di Lamezia Terme, Slowfood Lamezia Terme, Comitato Ginepri Comprensorio della Costa Lametina, Associazione Logos & Polis Lamezia Terme.

Le associazioni osservano la pressoché totale latitanza degli enti preposti al controllo del territorio rispetto ai propri obblighi istituzionali e sono attive per intraprendere rapporti di collaborazione con tutti coloro che possano, con la propria competenza e la propria passione, contribuire ad affrontare e risolvere il problema. La Calabria, che non ha le grosse problematiche di inquinamento tipiche delle zone più industrializzate, piange essenzialmente i danni di una inadeguata depurazione delle acque e di uno scarso controllo territoriale, dovuti alla cattiva amministrazione dei territori.

La regione non è affatto priva delle competenze tecniche che possano contribuire a risolvere il problema dell’inquinamento marino, che diventa sempre più grave e complesso in assenza di azioni di contrasto.

È tempo che la politica regionale, a tutti i livelli, si rimbocchi le maniche e cominci a lavorare per risolvere un problema di primaria importanza non solo per il prioritario obiettivo di salvaguardia ambientale e sanitaria, ma anche per lo sviluppo economico del territorio, che si trova di fatto nell’impossibilità di valorizzare la straordinaria risorsa mare a causa dell’inquinamento.

Le associazioni invitano tutti i cittadini e le associazioni del territorio a rendersi parte attiva in un processo di radicale cambiamento culturale, abbandonando indifferenza e lamentela per trasformarle in impegno determinato e responsabile per il bene comune.

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