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Attentato a Riace: la solidarietà del sindaco e della giunta di Rende

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Sulla matrice razzista del gesto non si nutrono dubbi – Daniel è un rifugiato ghanese e la madre e la figlia sono nigeriane – ma è ancora e, soprattutto, il “sistema Riace” il bersaglio dell’attentato.

Appresa la notizia dell’attentato razzista compiuto la notte scorsa a Riace, il sindaco di Rende Marcello Manna, insieme alla giunta, esprimono la ferma condanna per il fatto criminale, nonché la propria solidarietà alla cittadinanza multiculturale del Villaggio Globale di Riace.
Mettendo fuoco al negozio “etnico” gestito da Daniel, una delle tante micro attività imprenditoriali che caratterizzano la realtà inclusiva di Riace, i perpetratori hanno attentato non solo ai frutti del suo lavoro decennale, ma hanno messo a repentaglio la vita di due donne, madre e figlia, che dormivano al piano di sopra.
Sulla matrice razzista del gesto non si nutrono dubbi – Daniel è un rifugiato ghanese e la madre e la figlia sono nigeriane – ma è ancora e, soprattutto, il “sistema Riace” il bersaglio dell’attentato. L’esperienza virtuosa ed esemplare, lodata dal mondo intero, nata più di vent’anni fa e per quasi tutto questo periodo guidata dal suo sindaco Mimmo Lucano, il “sistema Riace” ha offerto l’accoglienza diffusa a oltre 6 mila richiedenti asilo provenienti da venti diverse nazioni.
I nuovi cittadini hanno dato nuova vita alla cittadina, che, come tanti nostri splendidi borghi antichi, si stava svuotando.
A sua volta, Riace ha dato nuova vita agli immigrati che vi hanno trovato casa, lavoro, famiglia e inserimento. Proprio per la sua forza esemplare, da due anni, questo circolo virtuoso si è trovato sotto attacco.
Non possiamo esimerci dal notare che gli stessi attentatori sono a loro volta vittime di questo attacco brutale e concentrato, volto a trasformare il circolo virtuoso – criminalizzandolo – in uno vizioso, portato avanti, insieme, da una politica nazionalista, esclusivista e xenofoba personificata dall’ex ministro degli Interni Matteo Salvini e da una certa magistratura che, più o meno consapevolmente, né è divenuta lo strumento.
Le associazioni della nostra area urbana si sono già messe in moto per manifestare materialmente la nostra solidarietà alle vittime dell’attentato. Tutti e tutte insieme ribadiamo: “il razzismo non passerà!”