Attentato contro sindaco di Taurianova, la condanna di Avviso Pubblico

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Fabio Scionti - LameziaTerme.it

Bomba distrugge auto della moglie

Comunicato stampa:

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Fabio Scionti, foto da Facebook

Il violento e brutale attentato dinamitardo contro il Sindaco di Taurianova Fabio Scionti e la sua famiglia è l’ennesimo atto di intimidazione e minaccia registrato in Calabria contro Sindaci, assessori, consiglieri, dipendenti della Pubblica amministrazione, che Avviso Pubblico denuncia e condanna con fermezza.

Fabio Scionti è stato eletto primo cittadino di Taurianova nel novembre del 2015, dopo un periodo di commissariamento dell’amministrazione comunale, a seguito del terzo provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose che ha colpito il Comune dal 1991 ad oggi. Scionti è anche consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in possesso delle delicate deleghe all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici.
Il Sindaco era già finito nel mirino all’inizio dell’anno, mediante una serie di lettere minatorie contenenti minacce di morte. Sempre a Taurianova, lo scorso mese di marzo, era stata incendiata l’auto del capogruppo al consiglio comunale, Giuseppe Falleti.

Nel 2016 la Calabria è stata la regione più colpita a livello nazionale – 87 casi censiti dal Rapporto “Amministratori sotto tiro 2016” redatto da Avviso Pubblico – con Reggio Calabria quale provincia più bersagliata dell’intero Paese, registrando 32 intimidazioni, seguita da Napoli (29), Cosenza (26) e Salerno (21). Un trend confermato anche nel monitoraggio eseguito da Avviso Pubblico nei primi cinque mesi del 2017, dove la Calabria si attesta tra le regioni più “sotto tiro”, con 23 casi censiti.

Nell’esprimere solidarietà e vicinanza al Sindaco Scionti, Avviso Pubblico chiede ai cittadini di collaborare con le autorità e, a queste ultime, di far piena luce sulle  motivazioni che si celano dietro l’attentato, garantendo al primo cittadino di Taurianova e alla sua famiglia tutte le misure di protezione che saranno giudicate opportune. Quanto accaduto la scorsa notte è la riprova delle enormi difficoltà che comporta svolgere le funzioni di Sindaco in un territorio ad alta densità mafiosa, in cui il soffocante controllo ‘ndranghetista fa sentire costantemente la sua presenza.

“Colpire un Sindaco, il primo presidio di legalità sul territorio, significa attaccare un’intera comunità – ha dichiarato Maria Antonietta Sacco, Vicepresidente di Avviso Pubblico e Coordinatrice regionale per la Calabria dell’associazione – I tanti amministratori onesti e coraggiosi della nostra regione, molti dei quali sono finiti sotto il tiro di intimidazioni di stampo criminale, conoscono le quotidiane difficoltà del loro compito. Ma sono altrettanto consapevoli che solo reagendo con fermezza a questi gesti vigliacchi e senza onore, sarà possibile continuare a tessere quella rete di cultura, solidarietà e buona politica di cui la Calabria ha un enorme bisogno per liberarsi dal giogo mafioso. Non lasciamo mai soli gli amministratori locali sotto tiro”.

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