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Bausone (M5S): “Sacal non sia più mangiatoia elettorale. Stop al precariato”

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Alessia Bausone

Sono anni che la Sacal è ostaggio di manovre politiche di basso livello che, nell’unico obiettivo di perpetrare un consenso meramente clientelare, non consente di avere una visione e un’ottica societaria di sviluppo industriale e di stabilità occupazionale

Comunicato Stampa

Il piano industriale che, casualmente, è stato presentato proprio alle porte della campagna elettorale, è stato accompagnato da numeri “shock” di berlusconiana memoria come “150 milioni in 15 anni” e da parole chiave come “economia circolare, digitalizzazione e sostenibilità”.

E’ una prospettiva idilliaca che cozza con l’assenza di programmazione, di necessari ammodernamenti e, soprattutto, con i problemi occupazionali che fanno comodo a certa politica per tenere appeso il consenso ad una prospettiva di stabilizzazione ai numerosi precari (di Sacal s.p.a. e Sacal Ground Handling) che, in realtà, non si intende offrire.

Il processo “Eumenidi”, ad oggi ancora in corso, ha scoperchiato, con annesse formulazioni di ipotesi di reato di corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio e concussione, le modalità con cui si presume venissero esercitate pressioni indebite da parte di politici e dirigenti pubblici per favorire amici degli amici. Si può affermare come sia stato e sia ancora oggi una triste pagina per la Sacal.

Oggi, invece, il gioco delle tre carte che il management societario sta facendo nei confronti dei lavoratori stagionali in cerca di garanzia occupazionale, è altrettanto inaccettabile. La proposta di pochi mesi fa di assumere 25 operai e 20 impiegati al 75% fino al 31 ottobre può essere interpretata da occhi maliziosi come un “invito al voto”, prontamente rifiutato da sindacati e lavoratori coraggiosi. Ulteriori enigmi si pongono in merito alla stabilizzazione del personale adibito al servizio sulle persone a mobilità ridotta.

La Sacal deve cessare di essere una mangiatoia elettorale per tutte le stagioni ed uscire dalla spirale di lottizzazione politico-partitica che la limita nel suo necessario (e vero) rilancio.

Inoltre, quando si perde per strada il fattore umano e le esigenze occupazionali delle famiglie dei lavoratori che, spesso da molti anni ed in totale regime di precarietà, danno anima e corpo per il lavoro, non si produce null’altro che decrescita e sottosviluppo.

Alessia Bausone – Capolista del M5S circoscrizione centro