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Brancaleone si consegna: niente quorum e il comune resta senza sindaco

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Brancaleone si consegna: niente quorum e il comune resta senza sindaco

Comune di Brancaleone Foto Carmine Verduci

Il comune di Brancaleone resterà commissariato. Silvestro Garoffolo, rimasto unico candidato a sindaco con la lista “Brancaleone Bene Comune”, non è riuscito a raggiungere il quorum. Solo il 49% degli aventi diritto, infatti, ha deciso di recarsi alle urne.

Nel luglio 2017 il comune di Brancaleone è stato sciolto per infiltrazione mafiosa. Da allora il centro situato sul litorale ionico della provincia di Reggio Calabria è stato amministrato dalla commissione straordinaria. Ieri, dopo quasi due anni e mezzo dallo scioglimento e susseguente commissariamento, Brancaleone è ritornata al voto.

Il candidato alla poltrona di sindaco del comune era uno solo: Silvestro Garoffolo con la lista “Brancaleone Bene Comune”, dopo che la candidatura dell’altro candidato, Giuseppe Iero con la lista “Democrazia Diritti e Libertà”, era stata depennata per numero insufficiente di candidati al consiglio comunale. Un solo candidato a sindaco, perciò, che tradotto in soldoni significava che bastava raggiungere il quorum dei votanti (il 50%) e il candidato sarebbe divenuto il nuovo sindaco della città: niente di più facile.
E invece no, perché a Brancaleone, comune sciolto per mafia quasi due anni e mezzo fa, va a votare solo il 49% della popolazione, pari a 1810 votanti. Il resto, la maggioranza, decide di astenersi e di tenere i commissari.

Una occasione perduta

Brancaleone perde una enorme occasione di rinascita. Una brutta pagina per il comune reggino e la Calabria tutta.
Parafrasando lo scrittore Cesare Pavese, che proprio nel piccolo centro calabrese fu confinato tra il 1935 e il 1936, in alcune zone del profondo Sud certe condotte si confermano realmente un “vizio assurdo”.

Antonio Pagliuso
Foto Carmine Verduci

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