Una buona Traviata andata in scena troppo tardi!

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Una buona Traviata andata in scena troppo tardi!

E’ andata in scena ieri sera la Traviata di Giuseppe Verdi nell’ambito dell’Armonie d’Arte Festival nel meraviglioso Parco Archeologico di Scolacium.

Un crescendo per i tre atti concepiti per l’occasione: discreto il primo in cui a una delle feste parigine Violetta conosce Alfredo che, da tempo innamorato di lei, le si dichiara. Entusiasmanti invece il secondo e il terzo.

Su tutti i cantanti lirici hanno brillato il soprano Maria Teresa Leva – che raggiungeva con una certa disinvoltura il mi bemolle – e il baritono Stefano Meo, rispettivamente nei ruoli di Violetta Valery e Giorgio Germont.

Entrambi hanno offerto il momento più alto dell’opera nell’ambito del secondo atto in cui Violetta riceve la visita del padre di Alfredo, Giorgio Germont; quest’ultimo le chiede di lasciare il proprio figlio perché i suoi trascorsi da cortigiana gettano discredito sul prezioso nome di famiglia.

Sufficiente invece Ignazio Encinas nel ruolo di Alfredo Germont (una serata no capita a tutti!).

Inutile dire che siamo d’accordo con Vittorio Sgarbi – nelle vesti non meglio precisate di super visore di questa Traviata – allorquando afferma che, svolgendosi lo spettacolo a Scolacium, non c’era bisogno di alcuna ulteriore scenografia. Certo!

Quanto all’acustica, meglio sarebbe stato invertire logisticamente il palco al pubblico come avviene nel teatro greco, per ridurre ai minimi termini la dispersione del suono nell’aere.

Molto belli i costumi e i balli andati in scena. Meno bello, non per qualità artistica, la realizzazione della scenografia a opera di graffitisti durante lo svolgimento dell’opera; ciò in quanto costituiva elemento di distrazione dalla grande musica eseguita magistralmente dal Coro Lirico Cilea diretto da Bruno Tirotta e dall’Orchestra in Residenza, nonché dall’ammirare la splendida Basilica di Santa Maria della Roccella.

Da lodare lo sforzo programmatico del Direttore Artistico Chiara Giordano, tenace donna calabrese, a cui va dato il merito di andare sempre al di là dell’evento artistico in sé, sforzandosi di crearvi sempre attorno un’atmosfera e, sforzandosi altresì, di lanciare in ogni occasione continui input diretti a motivare nella direzione d’una Calabria migliore.

Due note negative: la prima è l’assoluta inadeguatezza dei luoghi esterni al Parco Scolacium, del tutto inospitali ai suoi fruitori: strade sporche adornate da erbacce spontanee, parcheggi di fortuna su aree sterrate piene di polvere che lievitano spesso del 300% il costo del biglietto del concerto per via delle multe ingiustificate che emette la Polizia Locale del Comune di Borgia;

la seconda, l’infelice abitudine, tutta meridionale, di iniziare tardi i concerti (ieri sera ore 22,30) al fine di accontentare sempre un pubblico che così continuando le cose, avrà sempre meno famiglie con bambini e sempre più tira tardi!

Tommaso Colloca 

foto di Angelo Maggio

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