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A caccia del nostro ikigai

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Sotto la lente - Mara Larussa

Un grande incipit, l’eclatanza di un evento, imprevisti a pioggia e situazioni travolgenti, ma alla fine cala sempre il sipario: è la vita

Nelle sue rapide salite, nelle sue ripide discese, fondamentale viverne il percorso.

Quella mattina, nelle corse di routine, il pensiero più profondo si accendeva durante una pausa forzata.

Seduta tra la bellezza e la tecnologia, avvolta in un cappotto color cammello, tubino nero, tacchi a spillo e un libro tra le mani.

La copertina di carta bianca, spessa e ruvida, una cascata di fiorellini rosa e petali di pesco da cornice, e lentamente il rumore attorno si ovattata e la domanda arrivava: “qual è la mia ragione di vita?”.

Di certo non era il quesito più semplice a cui rispondere in quel momento.

Di certo non avrei potuto, come in un gioco, chiedere l’aiuto da casa o il 50:50 per ridurre le opzioni di scelta.

Guardarmi attorno, nell’attesa, mi faceva d’istinto comprendere che la mia risposta l’avrei trovata dentro di me.

Lo stoico Zenone riconduceva tutto al vivere in accordo con la natura; nel Medioevo, e oltre, il senso della vita era inteso quale peccaminoso piacere del vivere; Oscar Wilde lo faceva corrispondere allo sviluppo della nostra individualità; oggi il cantante Vasco Rossi scrive che “la vita un senso non ce l’ha”.

E intanto cavalcava la confusione, e la mia mente si spaccava dinanzi la prima indecisione tra lo sprofondare nel nero pessimismo o il cercare una risposta positiva.

La risposta fatalmente era tra le mie dita, nelle pagine di quel libro dal titolo IKIGAI, che solleticava la mia curiosità.

L’Ikigai, tradotto dal giapponese, è il significato della vita, ossia quella ragione per cui alzarsi la mattina, il propulsore della nostra energia interiore e, secondo il metodo orientale risiede in ognuno di noi, richiede uno studio profondo di se’ volto al riconoscimento di quei valori e obiettivi che riteniamo veramente importanti e che conducono alla felicità.

Avere le idee chiare non è privilegio di tutti, ma la possibilità di ricerca di se’ è la strada aperta ad ognuno di noi.

Il percorso è importante tanto quanto la meta e “una vita senza ricerche non è degna per l’uomo di essere vissuta”, ne l’Apologia di Socrate, è l’apotegma che racchiude, forse, il primo indizio nella caccia al tesoro della nostra ragione di vita.

E sulle orme del grande filosofo greco, non dimentichiamo che nella ricerca del bene non ci si deve fermare davanti a nulla e, se necessario, dubitare di tutto.

Meme della settimana: Buona caccia! Alla scoperta del nostro personale ikigai.

Mara Larussa

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