LameziaTerme.it

Il giornale della tua città

Calabria da riscoprire: il Castello di Santa Severina

2 min read
Foto di Guido Cappellino Castello Santa Severina

Per il terzo appuntamento di “Calabria da riscoprire” andiamo nel Crotonese, dove è possibile ammirare il Castello di Santa Severina.

Si tratta di una tra le fortezze meglio conservate del Mezzogiorno, di una perla del Medioevo di cui la Calabria può andare fiera.

Santa Severina

Nel territorio del Crotonese conosciuto come Marchesato sono molte le masserie fortificate che lasciano indovinare una lunga giurisdizione feudale in questo settore di Calabria. L’esempio più emblematico è costituito dal Castello di Santa Severina, situato su una rupe che dà sulla Valle del Neto, nell’omonima cittadina di poco più di duemila anime della provincia di Crotone.

Foto di Guido Cappellino Castello Santa Severina
Il borgo di Santa Severina (KR)
Foto di Guido Cappellino

Il Castello

La sua costruzione risale al XI secolo, durante la dominazione normanna, sulle fondamenta di una fortificazione di epoca bizantina (kastron) che ospitava strutture militari e religiose. La costruzione è attribuita al Duca di Puglia e Calabria e Signore di Sicilia Roberto il Guiscardo (1015-1085). L’area del Castello si estende per 10.000 metri quadrati; la fortezza è formata da un mastio quadrato circondato agli angoli da quattro torri cilindriche, fiancheggiate a loro volta da quattro bastioni.
Il maniero fu rinforzato da Federico II nel XIII secolo e dopo il passaggio agli Angioini (che modellarono il mastio) e Aragonesi fu trasformato negli interni dai Carafa, conti di Santa Severina.

Scopri anche la Cascata della Tiglia di Platania

Gli ultimi feudatari

Nel corso di vari scavi gli archeologi hanno rinvenuto reperti risalenti a una necropoli di età greca. Sulla porta d’ingresso è visibile uno stemma degli Sculco, mentre l’androne è abbellito dallo stemma dei Carafa.
Ben conservati anche gli interni con stucchi e affreschi in stile barocco, taluni, come un ciclo pittorico al piano nobile, a opera dell’artista Francesco Giordano che fu incaricato dei lavori dall’ultimo feudatario del forte, Gennaro Grutther. Proprio i Grutther ridettero mano al mastio trasformandolo in residenza nobiliare e modificandone le volte a botte con volte a schifo. Con il decennio francese in Calabria il feudalesimo fu abolito e il Castello passò nella mani della Chiesa.
Con l’Unità d’Italia e il XX secolo, dopo un lungo periodo di abbandono, il Castello diventò un convitto (anni 30 del 900).

Il Castello di Santa Severina oggi

Date le sue ottime condizioni, dovute a positive opere di ristrutturazione avvenute nel corso degli anni novanta del secolo scorso, oggi il castello è sede del museo archeologico di Santa Severina, in cui sono in mostra vari reperti degli scavi e collezioni archeologiche provenienti da Santa Severina e tutto il Crotonese. Ospita, inoltre, il Centro Documentazione Studi Castelli e Fortificazioni Calabresi e diverse mostre d’arte ed esposizioni nel corso dell’anno.

Antonio Pagliuso
Foto di Guido Cappellino