Calabria da riscoprire: discesa nelle gole del Lao

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Calabria da riscoprire Gole del Lao Foto Marco Laino

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Situato nel Parco Nazionale del Pollino, il fiume Lao è uno dei corsi d’acqua più importanti della regione. “Calabria da riscoprire” parla delle gole del Lao, sito naturalistico molto gettonato anche per il rafting.

 

Le origini del nome

In primo luogo mettiamo chiarezza sulle origini del nome: Lao è un toponimo che ha radici nel nome dell’antica polis magnogreca di Laos (Λάος in greco), oggi corrispondente a Marcellina, piccola frazione del comune di Santa Maria del Cedro. La fondazione del centro in particolare è attribuita agli abitanti di Sibari, dopo la caduta della città di origine per mano di Crotone (510 a.C.).

Il corso del fiume Lao

Il fiume ha origine da Serra del Prete, montagna dell’Appennino meridionale al confine tra Basilicata e Calabria. Serra del Prete, tra il comune lucano di Viggianello e quello calabrese di Morano, ha un’altezza massima di 2.181 metri ed è il terzo del Parco Nazionale del Pollino susseguentemente a Serra Dolcedorme (la vetta dell’intero massiccio con i suoi 2.267 metri) e al monte Pollino (2.248 metri).
Il Lao (chiamato in terra lucana Mercure, dall’omonima Valle) è alimentato nel suo corso da vari torrenti, come ad esempio l’Argentino, lo Iannello e il Battendiero, e, dopo aver percorso circa 60 chilometri, sfocia nel Tirreno, nei pressi di Scalea, in piena Riviera dei Cedri.
In questo ultimo tratto è sormontato dalla Strada statale 18 Napoli-Reggio Calabria.
I comuni traversati dal corso d’acqua sono Laino Borgo, Laino Castello, Papasidero, Orsomarso, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro e, infine, Scalea.

Natura e animali rari

È una volta superato Laino Borgo che il Lao entra nelle gole che grazie alla loro profondità di circa 200 metri sono divenute meta prediletta per gli appassionati di rafting. Circondate da una ricca vegetazione mediterranea, nell’area delle gole del Lao si respirano sprazzi di autentica serenità e armonia con la natura.
Nei boschi lungo il fiume, inoltre, con un po’ di ventura è possibile incontrare alcuni esemplari di lontra, mammifero molto raro in Italia e che qui ha il suo habitat naturale.

Rafting nelle gole del Lao

Per chi volesse praticare il rafting nelle gole del fiume Lao, le emozioni più forti, ma riservate soltanto agli sportivi più esperti, sono certamente nel tratto da Laino Borgo all’abitato di Papasidero – borgo di circa 600 anime che consigliamo di visitare ugualmente per il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, posto a pochi passi da un ponte ad arco che dà proprio sul Lao.

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Da qui fino alla foce di Scalea, invece, le gole si presentano meno impervie e sono percorribili anche a bordo di comodi gommoni e canotti. Molte sono le realtà associazionistiche che offrono escursioni adatte a grandi e piccini, sia nel tratto più duro delle gole che in quello più facile, al fine di rendere l’esperienza nelle gole alla portata di tutti.

Antonio Pagliuso
Foto Marco Laino

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