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Celiachia in Calabria, oltre 5mila casi diagnosticati per cui serve più informazione

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All’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme il secondo incontro itinerante a cura del comitato scientifico dell’Associazione italiana celiachia.

LAMEZIA. Sono quasi 5,5 mila i casi diagnosticati di celiachia in Calabria. Questi sono i dati in possesso della sezione calabrese dell’Aic (Associazione italiana celiachia); diversi sono i dati del ministero della Salute secondo cui i calabresi celiaci sarebbero 19 mila in quanto molti casi non sarebbero stati diagnosticati. Anche in Calabria come in tutta Italia la celiachia colpisce soprattutto le donne; mentre fino a qualche anno fa l’insorgenza della malattia si verificava prevalentemente in età infantile, oggi anche gli adulti (dai 30 ai 50 anni) si riscoprono frequentemente celiaci. Secondo la casistica, una persona su 100 è celiaca. Dell’infiammazione cronica dell’intestino tenue, provocata dall’ingestione di glutine in soggetti particolarmente predisposti, si è parlato in un incontro tenutosi nella sala Ferrante dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

Si è trattato del secondo incontro itinerante a cura del comitato scientifico dell’Associazione italiana celiachia di cui è responsabile scientifico Caterina Pacenza. A curare l’organizzazione medico-scientifica dell’iniziativa la dottoressa Mimma Caloiero, pediatra del nosocomio lametino, unitamente alla sezione calabrese dell’Aic che è presieduta da Anna Cannizzaro. L’evento è stato patrocinato anche dagli Ordini dei Medici di Catanzaro e Vibo Valentia, rappresentati dai rispettivi presidenti, e dall’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro di cui è direttore generale Giuseppe Perri. A promuovere l’incontro anche la prestigiosa società italiana di gastroenterologia e nutrizione pediatrica e le principali associazioni di categoria dei medici e pediatri di famiglia (Fimmg e Fimp).

Nel corso dell’incontro formativo costituito da diverse sessioni sono state illustrate le nuove linee guida europee riguardanti la malattia con la presenza di tutti i referenti dei centri calabresi di diagnosi e cura della celiachia. “Il risultato importante che abbiamo ottenuto in questo secondo incontro itinerante – ha sottolineato Caloiero – è la piena sinergia che si è instaurata tra azienda ospedaliera, università, ordine dei medici e territorio. Ciò, perché la celiachia può riguardare qualsiasi campo. Abbiamo avuto tanti specialisti che hanno relazionato sul tema, offrendo ulteriori spunti per la cura e lo studio di questa malattia”.

La pediatra si è detta soddisfatta della numerosa e attenta partecipazione dei presenti nella sala Ferrante che ha ospitato un momento di incontro e di dibattito di alto livello. Cannizzaro ha sollecitato la necessità di maggiore formazione e informazione sulla celiachia, sui cibi e l’alimentazione gluten free. “Devono essere più informati gli utenti e c’è bisogno di ulteriore formazione anche per i medici. Esiste la legge 123 – ha ribadito la responsabile calabrese dell’Aic – che regolamenta le gare d’appalto riguardanti la somministrazione di alimenti in luoghi pubblici. Questa normativa tiene conto anche della necessaria preparazione dei pasti per celiaci ma – ha lamentato Cannizzaro – è la stessa legge che spesso non viene presa in considerazione. Questa è una chiara discriminazione nei confronti dei malati”. In Calabria, la ristorazione in genere dovrebbe informarsi di più sulla specifica alimentazione per celiaci “ma – ha concluso Cannizzaro – dovrebbe farlo partendo da concetti basilari e scientifici e non semplicemente sul sentito dire”.

Redazione