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Cenerentola come Araba Fenice (Video)

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Cenerentola è la più famosa delle fiabe, ed è antichissima; comparve per la prima volta -in forma scritta- in Cina, durante il IX secolo a.C.. Un piede piccolo come segno di virtù, distinzione e bellezza, insieme alla scarpetta fatta di materiale prezioso sono indici di origine orientale: nel mondo occidentale invece la storia di Cenerentola in forma stampata inizia con la novella di Basile La Gatta Cenerentola (agli onori della cronaca ultimamente per il bellissimo film animato di Alessandro Rak).
Nella storia si racconta di un principe rimasto vedovo che ama la propria figlia a tal punto che “vedeva soltanto con gli occhi di lei”, ma sposa poi una donna malvagia che odia la principessina.

LA STORIA NELLA STORIA

Cenerentola, così come la conosciamo, viene percepita come una storia delle angosce e speranze che costituiscono l’essenza della rivalità fraterna; e molto tempo prima che Perrault conferisse alla fiaba la forma con cui oggi è famosa, l’espressione “vivere nella cenere” indicava una situazione di inferiorità, parlando manifestamente di rivalità fraterna nella sua forma più estrema, di gelosia e di inimicizia con le sorellastre, e alla fine delle sofferenze che Cenerentola deve patire perdendo anche i suoi sogni.

Ma la cenere ha diverse simbologie, dalla conversione per il cristiano al ciclo di morte e rinascita (l’araba fenice): ma in entrambe i casi il tema è lo spirito e il cambiamento.

Ed è proprio di cambiamento e di sogni (accennando al tema del bullismo, importante per i più piccoli) che si parla nella versione della compagnia I Teatrini di Napoli, protagonisti del terzo appuntamento all’interno della rassegna Teatro Ragazzi organizzata dal Teatrop presso il teatro Grandinetti di Lamezia Terme.

Quale donna sin da piccolissima non adora comprare ed indossare scarpe di tutti i tipi, e anche stivali, ballerine, mocassini, stringate o con strass, alte o basse?
Sulla scena perciò se ne vedono di tutti i tipi e dappertutto, proprio perché è lei la vera protagonista, la scarpetta perfetta che (ci) porterà al ballo della (nostra) vita.

LA MESSA IN SCENA

La Cenerentola de I Teatrini dorme arrotolata in un pentolone: e lì sogna. Sogna di andare al ballo, di uscire da un incubo dove ha perso tutto compreso il nome.
Perchè è proprio un sogno quello raccontato dalla drammaturga e regista Giovanna Facciolo, sottolineato ancora di più dalle scene di Roberto Crea e dalle luci di Paco Summonte, calde e sempre in linea con il sentimento delle protagoniste.

Ruolo importante e mai scontato è dato anche ai costumi di scena (opera di Elena Cavaliere e Stefania Virguti), inseriti come cambio scena davanti al pubblico.

Grotowsky sottolineava sempre che il lavoro sulle azioni fisiche è la chiave del mestiere dell’attore: perciò un attore deve essere capace di ripetere la stessa partitura più di mille volte, e ogni volta deve essere viva e precisa.
Le attrici Adele Amato de Serpis, Valentina Carbonara e Cristina Messere hanno una partitura fisica elaborata fino al più piccolo dettaglio e la eseguono egregiamente, usando il loro corpo e la loro voce e mettendo in moto la grande verità di pensieri, emozioni ed esperienze.

Valentina Arichetta

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