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Chi dorme non piglia pesci: e se valesse il contrario!?

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Chi dorme non piglia pesci

Quante volte vi sarà capitato di sentirlo rivolto a chi, invece di lavorare o stare in attività, indugia nell’ozio?

“Chi dorme non piglia pesci”, a livello proverbiale, rende l’idea secondo cui non si ottiene nulla senza fatica.

L’espressione prende ad esempio l’attività di un Sampei qualunque che, per non lasciarsi sfuggire il pesce di mano, deve stare sempre attento per tirarlo su nel momento in cui esso abbocca. «Ciuma e ffa ùagliu» («sonnecchia e fa olio») sembra suggerire il contrario, però: dalle nostre parti, infatti, tale modo di dire si usa a proposito di una persona che non ha fatto il benché minimo sforzo per ottenere i vantaggi di cui godrebbe.

Tale locuzione si ricollega al fatto che il contadino, quando, in passato, si recava al frantoio per assistere alla molitura delle sue olive, sopraffatto dalla stanchezza, si lasciava, spesso, vincere dalla sonnolenza, mentre l’olio a lui destinato sgorgava, senza sosta, dalla pressa.

Da notare, al riguardo, che è rinvenibile, nella letteratura greca antica, un motto pressoché identico, attribuito al poeta Archiloco, in cui si dice, con riferimento al pescatore: «per lui che dorme, la rete cattura» («èudonti kyrtos airèi»).

Beh, vince su tutto la santa pazienza, in ogni caso, che è produttiva, eccome! Il resto successivamente scorre: panta rei…l’importante è non «stare a guardar ‘i ciauli» («stare a guardare le taccole»).

Solo in un’occasione del genere si perderebbe tempo prezioso per occupazioni futili.

Prof. Francesco Polopoli