Chi salva un bambino salva il mondo: disostruzione pediatrica

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2014 – Francesco 21 mesi, soffocato da una polpetta mentre pranzava al ristorante con la famiglia;

2018 – 1 settimana fa Mariasole 3 anni, soffocata da un acino d’uva;

2018 – 5 giorni fa Davide 4 anni, soffocato da un wurstel.

Non vogliamo allarmare ma informare perché gli incidenti sono molti, a volte purtroppo mortali, che si leggono sulla cronaca di ogni Paese del mondo.

La maggior parte sono incidenti che riguardano bambini al di sotto dei 6 anni, ma non mancano le notizie di persone più grandi come la bambina di 10 anni che meno di 1 anno fa moriva soffocata in Salento da un boccone di carne, e la giovane lametina morta in un ristorante alla stessa maniera.

In più paesi sono state avviate da oltre 2 anni campagne di sensibilizzazione sociale sulle azioni da non fare e sulle attività di prevenzione che ogni genitore consapevole (ma anche insegnanti, ristoratori o ancora meglio tutti) dovrebbe conoscere.

Ci sono delle linee guida internazionali che hanno fornito le direttive per l’individuazione degli alimenti presenti nella maggior parte degli incidenti, e le modalità di taglio per rendere meno pericolosi frutta, verdura, e tanti altri alimenti.

Su basi di ricerche internazionali, la sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) ha anche pubblicato un libretto scaricabile gratuitamente per la sicurezza a tavola.

Le cattive abitudini

Quante volte diciamo ai nostri figli “mastica bene e non parlare con la bocca piena“? Una frase che ci dicevano la nostra mamma e la nostra nonna: ma anche una delle azioni più importanti per far si che il bolo alimentare venga triturato bene ed eviti nella discesa, l’ostruzione delle vie aeree.

Un altro elemento importante è non lasciare mai il bambino solo mentre mangia, perché bisogna sempre ricordare che i bambini sono imprevedibili ed è sempre bene non lasciare piccoli oggetti alla loro portata: biglie, palloncini sgonfi, calamite, batterie, caramelle gommose, confetti, piccoli ovetti di cioccolato sono tra le cose più a rischio di soffocamento.

Anche la posizione eretta di quando si è seduti a tavola è un passo importante per la prevenzione, mai sdraiati o in posizioni che bloccano la discesa del cibo; non bisogna cantare, giocare o correre, insegniamo ai nostri figli il corretto modo di stare a tavola.

La conoscenza base

Sul sito manovre di disostruzione pediatriche troverete dei poster da scaricare gratuitamente e magari da tenere attaccati al frigo, per avere un minimo di quella conoscenza che spesso, mancando, genera incapacità ed errori nell’agire. Esistono anche dei corsi: lo scorso anno tra Lamezia Terme e Reggio Calabria ne sono stati organizzati tre che hanno portato all’informazione e alla formazione per mamme ed insegnanti. Esiste infine anche un app gratuita da scaricare sul cellulare che oltre a piccole informazioni:

  1. E’ IN GRADO DI CHIAMARE IL SOCCORSO SANITARIO IN OGNI PAESE DEL MONDO
  2. GEOLOCALIZZA L’OSPEDALE PIU’ VICINO A VOI
  3. MOSTRA LE MANOVRE IN TEMPO REALE CON IMMAGINI E VOCE GUIDA
  4. VI AGGIORNA CONTINUAMENTE CON ARTICOLI E NEWS
  5. VI INFORMA SU DOVE FARE UN CORSO IN ITALIA

l’applicazione SALVA BIMBI è scaricabile per android ed è frutto di analisi di moltissime dinamiche di incidenti, informatevi nella vostra città dove poter frequentare un corso, sono poche ore e spesso gratuite.

Una legge

In Italia al momento solo la Lombardia ha una legge che obbliga le maestre a frequentare un corso prima dell’avviamento del percorso lavorativo.

In molti paesi il corso PBLSD (pediatric basic life: supporto+uso del defibrillatore) è un requisito base per accedere alle graduatorie come maestra della scuola dell’infanzia. Purtroppo ancora non esiste l’obbligo in ogni regione, ma alcune regioni sotto l’insegnamento della Lombardia stanno approvando le loro leggi per proteggere al meglio la vita di molti bambini.

Teniamoci sempre informati su corsi e attività di promozione nazionale sulle manovre salvabimbi.

La vita è patrimonio dell’umanità, ma la vita di un bambino è un dovere sociale.

 

Valentina Arichetta

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