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Chi vuole affossare il Servizio 118 del nostro ospedale?

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Alcune Associazioni e Comitati cittadini hanno sottoscritto un documento con cui viene chiesto alla Commissione Straordinaria dell’Asp di ripensare alla decisione di spostare la postazione del 118 all’ospedale di Lamezia Terme

Uno dei vanti dell’ospedale di Lamezia è la qualità della progettazione strutturale, che è ancora adesso invidiabile e all’avanguardia. Ed un esempio della lungimiranza e specificità di tale progettazione è proprio la sistemazione strategica della sede del Servizio 118, voluta dai progettisti ad un tiro di schioppo dal Pronto Soccorso e di fronte alla piazzola dell’Elisoccorso.

Quei progettisti avevano, infatti, ben in mente che quello del 118 è un servizio di pronto intervento salvavita, che deve andare e venire dal Pronto Soccorso e, quando occorre, dall’Elisoccorso. Come sapevano bene che nelle urgenze ed emergenze ogni minuto perso può essere fatale, soprattutto quando ci sono da trasportare pazienti in pericolo di vita da un ospedale ad un altro o dal punto di chiamata al Pronto Soccorso o alla piazzola di Elisoccorso del nostro ospedale.

Sono le stesse linee guide sanitarie a prescriverlo. L’ambulanza del 118 dovrebbe sempre impiegare per giungere dalla sede nel luogo di chiamata solo 8 minuti per un intervento interno al perimetro di Lamezia e solo 20 minuti per un intervento esterno. E da lì, se necessario, si deve correre senza intralci al Pronto Soccorso.

E allora è francamente allucinante l’idea di smantellare l’ottima, studiata e funzionale sede attuale del Servizio 118 e di spostarla dalla parte opposta del Pronto Soccorso e della piazzola di Elisoccorso. Davvero sembra che, quando nel nostro ospedale si devono acquistare strumentazioni nuove o far riparare quelle in uso o perfino acquistare semplici materiali di consumo, le procedure siano tortuose ed i tempi diventino biblici, mentre quando si deve procedere ad indire gare di appalto di lavori edili (utili o dannosi, che siano, come questo) tutto fili liscio e spedito come l’olio.

Chiediamo alla Commissione Straordinaria che governa l’ASP di ripensarci seriamente. Quello che gli hanno proposto di fare è pura follia. La nuova sede del 118 è addirittura collocata non più al piano terra, ma al primo piano dell’altro edificio, cosa che costringerebbe gli operatori a perdere tempo prezioso, dovendosi in caso di chiamata precipitare per le scale o infilare (quando non sarà guasto) in un minuscolo ascensore in condominio con altri servizi ed altre utenze. La nuova piazzola di sosta delle ambulanze è oltremodo angusta, difficilmente accessibile e senza l’indispensabile tettoia. La viabilità di accesso e di uscita delle ambulanze dalla nuova sede stravolgerebbe l’attuale facilità di accesso dell’utenza, creando ingorghi, occasioni di intoppi o, peggio, di scontri tra veicoli. I tempi di intervento ne subirebbero inevitabili e gravi ritardi.

Cui prodest? Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Noi constatiamo soltanto che dal Pronto Soccorso vanno e vengono anche le ambulanze private e che esse spesso sono costrette ad aspettare lì davanti i pazienti che trasportano. Ed ambulanze dell’ASP bloccate in ingorghi o ferme per sinistri dentro l’ospedale, in casi di emergenza od urgenza dovrebbero pur sempre essere sostituite.

E’ anche di questo e di come al contrario potenziare il Servizio 118, che vorremmo parlare con la Commissione Straordinaria nell’incontro che già abbiamo chiesto per discutere del nostro reparto di Cardiologia.

 

Nicolino Panedigrano e Riccardo Viola per Comitato Salviamo la Sanità del Lametino,

Nadia Donato per Associazione Senza Nodi,

Felice Lentidoro per Cittadinanzattiva,

Concetta Perri per Tribunale del Malato,

Salvatore De Biase per Osservatorio Sociale San Nicola,

Giancarlo Nicotera per Patto Sociale

Basilio Perugini per Comitato 4 Gennaio

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