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Città al collasso: ultimi appelli delle associazioni culturali

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La commissione straordinaria fa pagare il prezzo e il costo dei problemi causati dal comune alla cittadinanza e alle associazioni

Chi ha la responsabilità di governo di questa città, ha il calendario delle attività di Ama Calabria e dei Vacantusi, proprio perché sono stati presentati con largo anticipo: quindi sa benissimo i nostri tempi e conosce le nostre scadenze”: a parlare è Aurelio Pollice di AMA Calabria, nella conferenza istituita da tutte le associazioni vincitrici di bandi per i fondi PAC 2017-2019 Ama Calabria – I Vacantusi – Arci – Teatrop – Associazione Strade Perdute – ShowNet, per poter un’ultima volta gridare nel silenzio e far conoscere, se ancora ce ne fosse bisogno, alla cittadinanza tutta i problemi dietro i ritardi e i sempre più probabili annullamenti delle due stagioni teatrali.

Ormai è chiaro: il Teatro Grandinetti è pienamente agibile, ma ancora non sono risolte le pastoie burocratiche: perché pare che nell’atto di vendita e acquisto con cui il Comune, durante l’Amministrazione Speranza che comprò lo stabile, furono “tralasciate” alcune particelle significative, che ancora ad oggi appartengono quindi ad altri soggetti (privati e non) diversi dal Comune di Lamezia Terme. “L’indotto che producono tutti i nostri spettacoli – è un indotto assai significativo, non ultimo quello economico: noi portiamo in città ben 900.000 € annui, per un triennio.

Ma per pensare così c’è bisogno di una visione, di un progetto: e attualmente nel palazzo comunale questo manca”, continua così Pollice, “la vicenda del teatro è un’ulteriore occasione perduta. Il paradosso è il seguente: non si sono presi provvedimenti verso le cause oggettive di queste anomalie (che per correttezza dobbiamo dire non essere responsabilità della Commissione Straordinaria), ma la Commissione cosa fa? Fa pagare il prezzo e il costo di queste anomalie ai cittadini di Lamezia Terme e agli operatori. E questo è inaccettabile. E lo diciamo con consapevolezza. Un appello preciso: se, come è vero, le questioni legate alla sicurezza sono identiche a quelle che hanno consentito lo svolgimento dell’ultima stagione teatrale chiusa a marzo 2018 (per stessa ammissione dell’Amministrazione nella persona del dott. Zucco); se le condizioni di sicurezza sono quelle che hanno giustamente consentito la realizzazione dei saggi di danza a giugno, mi chiedo perché nelle more dell’organizzazione amministrative di queste particelle che non si capisce di chi sono, e nelle more che il Comune completi di acquistare compiutamente la struttura; ebbene, mi chiedo perchè non si debba consentire lo svolgimento delle nostre rassegne teatrali, da quella di AMA a quella dei Vacantusi fino a quella del Teatrop”.

Nico Morelli si associa in toto a quanto detto; Piero Bonaccurso invece aggiunge le sue domande sui motivi che hanno spinto, illo tempore, il Comune e l’Amministrazione, invece che all’onerosissimo acquisto del Teatro, a non volere invece costruire ex novo un teatro tenda di 1.500 posti (che avrebbe avuto forse addirittura un costo minore della compravendita poi fatta); GianLorenzo Franzì, dell’Associazione Strade Perdute, in qualità di direttore assicura che il Lamezia Film Fest si farà, anche se, paradossalmente, sarà un festival di cinema ambientato non in un cinema, quindi senza una vera e propria sala cinematografica – ma che, strutturalmente, potrà ospitare gli ospiti italiani ed internazionali previsti.

Valentina Arichetta

 

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