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La collezione Leone e gli impegni istituzionali traditi…

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Ma non finisce qui’ per il Codacons

Comunicato Stampa

Il Codacons – spiega l’Avvocato Cricenti – interviene a tutela della funzione sociale, culturale ed economica del Museo di Vibo Valentia e lo fa a supporto delle giuste aspettative dell’associazione Civitas e più in generale per la tutela del patrimonio culturale archeologico ed artistico Vibonese.

Oggi la cultura, l’arte e la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e culturale sono la base della rinascita specie in piena pandemia.

In una provincia in cui Vibo è Città del Libro, Tropea capitale della cultura e l’intero territorio vive e potrebbe svilupparsi proprio grazie al turismo culturale, il Codacons sta da mesi attenzionando le Istituzioni in relazione ad un fatto che ad oggi si appalesa in tutta la sua Gravità.

Parliamo infatti dell’importantissimo giacimento di materiale litico costituente una raccolta di importantissimi manufatti preistorici.

Trattasi di una raccolta di reperti litici collezionata e curata dal Prof. D. Leone che con sua espressa volontà donò al Museo Archeologico di Vibo Valentia in occasione di una mostra organizzata e finanziata dalla Associazione CIVITAS con presidente il Dott V.Nusdeo

Una collezione che ricevette anche un riconoscimento accademico a firma del Prof. Gambassini dell’Università di Siena.

Questa raccolta di reperti litici – collezionata e curata dal Prof. D. Leone che con sua espressa volontà donò al Museo Archeologico di Vibo Valentia in occasione di una mostra organizzata e finanziata dalla Associazione CIVITAS con presidente il Dott V.Nusdeo – costituisce un nucleo di beni archeologici che per il Museo Archeologico di Vibo Valentia, e quindi per l’intera collettività, rappresenta una acquisizione di notevole valore storico, culturale e simbolico e frutto di un’ importante donazione che conferma inoltre l’attenzione dei vibonesi – e nello specifico delle persone del prof. Leone, del dott. Nusdeo, degli eredi e quindi dell’associazione Civitas – per il proprio patrimonio storico e aiuta a comprendere meglio insieme quale sia il ruolo delle istituzioni e quale possa essere il contributo dei privati nella valorizzazione del patrimonio locale.

La collezione rappresenta un vanto per Vibo Valentia ma al tempo stesso costituisce un patrimonio archeologico destinato alla Città ed al Museo Archeologico di Vibo Valentia e soprattutto un valore da proteggere e tutelare anche come forma di rinascita culturale ed economica, l’unica in grado di far fronte alle conseguenze anche della recente epidemia e crisi da covid 19.

Ed invero, fa specie che in un momento in cui la cultura diviene traino per la ripresa, si debba privare il territorio di Vibo Valentia di una così importante raccolta di reperti litici collezionata e curata dal Prof. D. Leone e donata espressamente al Museo Archeologico di Vibo Valentia.

Ed infatti ad oggi pare che la collezione sia a Lamezia.

Ma è dovere del CODACONS ricordare alcuni passaggi:

  1. con nota del 13/4/1989 la Soprintendeza Archeologica con verbale sottoscritto dalla dott.ssa Iannelli, e controfirmato dal prof. Nusdeo, è avvenuta la donazione de materiale archeologico della collezione “Dario Leone”, con impegno dell’allora Soprintendente di provvedere “immediatamente ad immagazzinare i reperti e successivamente ad esporli ad integrazione dell’esposizione già presente al Museo Capialbi”;
  2. con nota prot. n. 6/98 del 28/3/1990, ad oggetto la “Mostra sulla preistoria della Calabria dedicata a Dario Leone”, la Soprintendenza comunicava la necessità di dover “sgomberare alcune sale di Palazzo Gagliardi per lavori di rifacimento del tetto a cura della Soprintendenza BAAS” e che pertanto era “costretta momentaneamente a spostare la Mostra in oggetto dal Museo di Vibo Valentia a quello di Reggio Calabria, dove sarà esposta fino a quando si avrà a Vibo Valentia la disponibilità dei locali”;
  3. con tale nota prot. n. 6/98, la Soprintendenza riconosceva ancora una volta che l’intera Mostra, comprensiva dei 320 reperti integrativi consegnati dal prof. Leone, era stata finanziata dall’Associazione Civitas e che le spese di trasporto e montaggio, invece, sarebbero state a cura della Sovrintendenza che si impegnava ad informare l’Associazione “dell’avvenuto ricollocamento a Vibo della Mostra in questione”;

Oggi però tutto ciò non è a Vibo e pare che la “giustificazione” data sia stata quella derivante dalla riforma del Mibact e la nascita del sistema museale nazionale Ma il codacons non ci stà e vuole TRASPARENZA e CHIAREZZA. Vi sono impegni ufficiali circa il diritto di Vibo di riavere la collezione al proprio MUSEO ed è dovere di chi ha gestito negli anni l’intera vicenda porvi rimedio.

Ad oggi il CODACONS ha registrato rimpalli di competenze ma certamente non si fermerà a questo…

Se oggi la cultura deve essere da traino per un rilancio locale, non è accettabile che ora che a Vibo c’è la “la disponibilità dei locali” non si sia registrato l’ “avvenuto ricollocamento a Vibo della Mostra in questione” e che a beneficiarne sia un altro Museo.

Per il CODACONS è giusto e corretto che la cittadinanza sappia e conosca anche questi fatti…

Claudio Cricenti
avvocato del Codacons