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Come salvare la sanità lametina: il consiglio comunale approva documento congiunto

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L’assemblea cittadina, riunita nel salone municipale di via Perugini, ha licenziato all’unanimità il documento condiviso sulla sanità lametina

Ben 57 pagine di proposte e idee per rilanciare il disastrato comparto sanitario del territorio locale. Ad illustrare il documento è stato il consigliere Giancarlo Nicotera, presidente della terza commissione consiliare; ad intervenire anche i deputati lametini Pino D’Ippolito (M5S), Domenico Furgiuele (Lega) ed il consigliere regionale Pietro Raso (Lega).

Giancarlo Nicotera. “Abbiamo ascoltato comitati, associazioni, personale medico e paramedico in servizio e anche in pensione – ha spiegato il consigliere – La suddivisione dell’indagine è stata fatta in diversi momenti. Possiamo ormai ben dire che i tagli nella sanità non hanno prodotto nulla, su Lamezia poi hanno determinato una situazione di assoluta emergenza. I guai sono iniziati con l’accorpamento delle asl nel 2007, con cui abbiamo ereditato i debiti delle altre aziende ospedaliere”. Nicotera ha presentato nel dettaglio le tante criticità esistenti sul nostro territorio. Il presidente della terza commissione ha sostenuto che “il polo ospedaliero di Lamezia deve essere integrato col Mater Domini e col Pugliese-Ciaccio. Devono essere riaperte Microbiologia e Malattie infettive. Il nostro è un ospedale spoke ma ha livelli inferiori di quelli che dovrebbe realmente avere. Chiediamo – ha ribadito – che nel tavolo politico-istituzionale che sarà creato intorno a questo documento, ci sia anche una rappresentanza della terza commissione consiliare sulla sanità”.

Pietro Raso. “Con oggi si apre una buona pagina per Lamezia che si esprime con un documento condiviso – ha affermato il consigliere regionale – Dobbiamo riprogrammare la sanità calabrese. Bisogna riconoscere i livelli minimi di sanità. Di questo documento parlerò alla presidente Santelli, alla commissione Sanità e anche al commissario ad acta Cotticelli”.

Pino D’Ippolito. “Apprezzo molto il lavoro fatto dalla terza commissione consiliare. Sembra inspiegabile – ha commentato il parlamentare – come l’ospedale di Lamezia che gode di una logistica perfetta possa essere ridotto in questa situazione. Permangono ragioni campanilistiche e non sappiamo se chi verrà farà meglio ma dobbiamo provarci. L’altro fattore importante che ha frenato lo sviluppo è quello dell’esistenza di un piano di rientro che vincola al pareggio di bilancio il comparto sanitario regionale che è commissariato. Questa è la riforma del 2001 che stiamo cercando di modificare. Alla sanità calabrese va dato di più. Io farei la battaglia perché l’ospedale lametino diventi hub e non per potenziare lo spoke. Bisogna fare un ulteriore documento in cui il Comune dica che il riparto del fondo nazionale per la sanità, in Calabria deve avvenire in modo diverso. La nostra disponibilità verso la città di Lamezia è totale e incondizionata, senza casacche e caratterizzazioni”.

Domenico Furgiuele. “Fin dalla mia elezione ho messo i miei uffici parlamentari a disposizione della città – ha asserito il deputato – il gioco di squadra è importante perché ci sono delle partite che dobbiamo affrontare tutti insieme e la sanità è una tematica fondamentale. Ringrazio la terza commissione consiliare perché ha prodotto un documento autorevole e pieno di spunti. L’impegno è nostro, di noi rappresentanti istituzionali che potremmo realizzare una task force. Lamezia ha la sua importanza e dobbiamo difenderla perché non la difende nessuno. Negli ultimi anni è sopravvissuta a se stessa. Le cose possono cambiare se diamo seguito ai buoni propositi e se ridiamo alla sanità di questa città il ruolo che le compete”.

Sindaco Paolo Mascaro. “Questo documento – ha sottolineato il primo cittadino – fotografa la situazione attuale del nostro comparto sanitario ed è la base di partenza per ridare dignità alla sanità lametina. Abbiamo focalizzato l’attenzione sulle anomalie, sulle sperequazioni che si verificano sul nostro territorio. Lo scandalo è evidente per quanto riguarda la sanità locale ma, da questo studio, si può ripartire con ancora più forza. Il documento è frutto della sintesi e della condivisione ed è una pagina che deve trovare progressiva applicazione”.

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