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Comitato Malati Cronici: Lamezia Terme, una città che non riesce a trovare pace

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La dichiarazione del Comitato Malati Cronici

Comunicato stampa:

Lamezia Terme,una città che non riesce a trovare pace. Ogni cosa si mette in discussione. Non è stata sufficiente la mortificazione del terzo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ai cittadini sembra strano che si provveda all’azzeramento istituzionale ma nessun consigliere comunale, assessore, dirigente, sindaco venga nemmeno sfiorato da provvedimenti giudiziari. Se la città è condizionata da pressioni mafiose beh, qualcuno dovrebbe pure essere raggiunto da precise disposizioni altrimenti non si riesce a capire il senso di certe decisioni.

I commissari, ai quali spetta ora il compito di amministrare Lamezia Terme, sembrano intenzionati a chiudere tutto. Impianti sportivi, teatri, manifestazioni fieristiche. Non diciamo che abbiano torto. Vorremmo segnalare di andare a verificare quali istituti scolatatici  sono a norma e quali no; quali edifici comunali e pubblici risultano dotati di certificazione antisismica e di agibilità.
Abbiamo segnalato con apposita PEC indirizzo di apparecchi per la pubblica illuminazione in grave stato di degrado ma dopo molti giorni non abbiamo assistito a nessun intervento. Sicurezza è anche questa.
Vorremmo segnalare a coloro che ora sono responsabili della salute dei cittadini di Lamezia Terme se ritengono idoneo l’ingresso della ex saub per i portatori di handicap? Se pensano sia giusto che rimanga installata una cabina telefonica che ostruisce il passaggio di carrozzine tanto da essere costretti ad andare in mezzo la strada.
Se ritengono idonea la sede della vaccinazione? E se è ritenuto normale che lo stesso sia sprovvisto di vaccini? I commissari, se vogliono, possono anche intervenire. Lo chiediamo a loro poiché dall’altra parte sentano, vedano, leggano poco.
Per la concessione di ausili per le persone bisognose si assiste a file interminabili. Una eccessiva burocrazia complica un tantino la vita di familiari che assistono i loro cari.
Noi ci rechiamo ogni mattina in ospedale per tentare di rendere meno complicata la vita di chi soffre. Spinti soltanto da spirito volontaristico. Peccato che lo stesso impegno non venga sempre  da chi dovrebbe farlo perché pagato.
Come si possono accettare i continui disservizi? Le chiusure di reparti?
Vorremmo che chi è chiamato a coprire ruoli istituzionali provasse amore per questa città. Tanto bella quanto maltrattata.
Giuseppe Marinaro coordinatore Malati Cronici del Lametino