Il Comune di Lamezia sciolto per mafia. Cade dopo due anni e mezzo di governo la giunta di centrodestra guidata da Paolo Mascaro

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Sciolto per mafia. Il Comune di Lamezia Terme, per la terza volta in meno di 30 anni, subisce l’onta dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.


Comune di Lamezia sciolto per mafiaLa decisione è stata presa dal consiglio dei ministri e sarà ratificata dal decreto firmato dal presidente della Repubblica. La notizia era ormai nell’aria da settimane e, precisamente, da quando la Commissione d’accesso aveva depositato la sua relazione sul tavolo del prefetto di Catanzaro Luisa Latella.
L’ufficiale di governo, vagliato dettagliatamente il lavoro d’indagine della commissione, aveva richiesto lo scioglimento per mafia dell’ente inoltrando la sua istanza al ministero dell’Interno.
L’accesso nel Comune di Lamezia era stato disposto sempre dal prefetto Latella, su delega del Ministro dell’Interno, a seguito dell’operazione “Crisalide”, condotta dai carabinieri su disposizione della Dda di Catanzaro contro la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri.
L’operazione in questione aveva portato a decine di arresti. Nell’inchiesta sono indagati il vicepresidente del consiglio comunale lametino, Giuseppe Paladino che era stato eletto nella lista civica “Ruberto sindaco”; in seguito a quanto emerso dall’operazione “Crisalide”, Paladino si è dimesso dalla sua carica di consigliere comunale.
Altro consigliere che ha poi lasciato l’assemblea cittadina è stato Pasqualino Ruberto che, alle amministrative del 2005 si era candidato a sindaco con delle liste civiche, conquistando uno scranno nel civico consesso.
Nel febbraio scorso, Ruberto era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Robin Hood”, condotta sempre dalla Dda di Catanzaro, per il presunto utilizzo illecito dei fondi comunitari destinati alle famiglie bisognose distratti, secondo l’accusa, anche col concorso di presunti affiliati a cosche lametine.
I soldi dell’Unione europea per i ceti sociali meno abbienti, stando a quanto accertato dagli inquirenti, sarebbero poi finiti nelle tasche della potente cosca Mancuso di Limbadi.
L’operazione “Robin Hood” ha visto finire in manette anche l’ex consigliere regionale Nazzareno Salerno che, alle ultime elezioni per il rinnovo dell’assemblea di Palazzo Campanella, era stato fortemente sostenuto anche da Pasqualino Ruberto riuscendo a fare incetta di voti proprio nell’elettorato lametino.
Il primo scioglimento per mafia del Comune di Lamezia risale al 1991, quando governava la città una giunta formata da Democrazia Cristiana e Partito socialista; il sindaco era Franco Anastasio. Il secondo scioglimento è del 2002, il sindaco di centrodestra era Pasqualino Scaramuzzino.
Anche la giunta in carica decaduta dal provvedimento del consiglio dei ministri, era formata da una coalizione di partiti afferenti al centrodestra a guida del sindaco Paolo Mascaro.

Redazione

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