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Tonino Russo (Cisl Calabria): il Paese riparte se riparte il Sud

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La Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: chiediamo confronto vero su utilizzo fruttuoso risorse Recovery fund. “Concertazione” non è una parolaccia. Vogliamo che nel 2021 si ricominci a costruire e a sperare

Comunicato stampa

Il Segretario generale di Cisl Calabria, Tonino Russo: il Paese riparte se riparte il Sud. Il Governo apra il confronto sul Recovery plan con parti sociali e sindacato. Fare di più su sanità, politiche per il lavoro, infrastrutture per la crescita, investimenti per il Mezzogiorno e la Calabria. Sostegno al percorso guidato da Annamaria Furlan, che ha reso la Cisl più forte e più trasparente.

«Chi può immaginare seriamente di non utilizzare bene, fino all’ultimo euro, le risorse messe in campo dall’Europa per l’emergenza pandemia? Disperdendole in mille rivoli non si costruisce il futuro del Paese, ma solo un consenso elettorale molto effimero. Per questo abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio un confronto sul Recovery plan, spiegando che “concertazione” non è una parolaccia, ma lo strumento attraverso il quale è stato salvato il Paese con il Governo Ciampi e il Governo Prodi», ha affermato la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan concludendo i lavori del Consiglio generale della Cisl calabrese, convocato in videoconferenza.

Nel corso del suo intervento, la Segretaria nazionale ha toccato molti temi legati alla ripartenza e alla necessità di un dialogo vero sull’utilizzo fruttuoso delle risorse provenienti dall’UE, sottolineando che c’è bisogno di chiarezza e di responsabilità da parte di tutti, in un momento in cui in Italia si continuano ad avere 800 morti al giorno come nel picco della pandemia. Si assiste invece ad un continuo cambiamento di regole e di colori che non agevola la consapevolezza delle persone rispetto a quello che sta drammaticamente avvenendo.

Annamaria Furlan ha evidenziato come ci siano troppi ritardi nell’affrontare sia la fase pandemica sia i problemi dell’economia. In Calabria ad esempio, dove – ha detto – la Cisl sta facendo un lavoro straordinario di vicinanza alle persone, se non ci fosse stata l’azione decisa del sindacato confederale si sarebbe forse ancora in attesa della scelta del Commissario per la sanità. E a livello nazionale si registrano rinvii e ritardi in tutte le occasioni di confronto con il Governo. I sindacati sono stati convocati a manovra di bilancio chiusa, senza che ci fosse la previsione di interventi essenziali per il sostegno al Paese e con soli 9 miliardi per la sanità. Si è fatta una grande fatica per la proroga della cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti sino a fine marzo. Si rinviano riforma pensionistica e riforma fiscale e, di rinvio in rinvio, le persone soffrono sempre di più.

La Segretaria nazionale ha ricordato che i sindacati confederali hanno manifestato, in luglio a Roma e a settembre in tutte le regioni, per chiedere un confronto su una partita nella quale si decide il futuro di figli e nipoti, di più generazioni, in un Paese in cui il debito pubblico ha raggiunto i 160 miliardi. E se le voci generali degli ambiti di utilizzo dei fondi del Next Generation EU sono condivisibili, il vero punto è su come gli obiettivi vengono perseguiti e realizzati. Ad esempio, quando per la sanità si prevedono 9 miliardi, mentre ne sono stati tagliati 38, si comprende la distanza dal mettere davvero al sicuro un Paese schiantato dalla pandemia, che ha subìto – non solo in Calabria – tagli nelle strutture, negli investimenti per il personale, nei posti letto. «Perché allora – ha sottolineato Annamaria Furlan – rifiutare i fondi del Mes, che hanno l’unico vincolo di dover essere impiegati soltanto per la sanità e sono fruibili ad un interesse quasi a tasso zero?».

Nel frattempo, non si hanno assunzioni nella P.A. e nella stessa sanità. La proroga di 30.000 precari altrimenti in scadenza, che lavorano in tempo di Covid e poi saranno mandati a casa, non riguarda assunzioni vere. Di queste, neanche una. E sulla scuola la Segretaria della Cisl ha evidenziato come si continuino a dire cose irrealistiche: è stata purtroppo chiusa in ottobre perché non c’erano sufficienti garanzie di sicurezza nei trasporti e nelle stesse scuole. Se, infatti una classe è in quarantena e tutta la classe aspetta una settimana per i tamponi, questo dipende dal fatto che non c’è il personale per eseguirli. Il Governo aveva messo a disposizione delle Regioni 300 milioni per provvedere ai trasporti: le Regioni non ne hanno chiesto neanche un terzo.

Per la Segretaria generale della Cisl, le risorse europee devono essere utilizzate per l’apertura dei cantieri. Per creare lavoro. Così come devono essere impiegate nella riforma della P.A., se questo significa programmare e attuare un grande piano per la digitalizzazione, per la formazione di lavoratori e lavoratrici: quegli stessi lavoratori pubblici che in questi mesi sono stati posti obbligatoriamente in smart working dal datore di lavoro-Stato, senza formazione, con strumenti personali dei lavoratori stessi, senza diritto a disconnessione. Bisogna investire su scuola, università e ricerca, perché da 15 anni si taglia. L’anno scolastico si è aperto con oltre 60.000 cattedre vuote e, in base alle prospettive pensionistiche, l’inizio del prossimo ne vedrà vuote 90.000 cattedre. Come si può parlare di doppi turni se mancano gli insegnanti?

La Cisl ha chiesto al Presidente del Consiglio un confronto sul Recovery plan, ha sottolineato ancora Annamaria Furlan, perché nel nostro Paese tanti lavoratori non possono contare sugli ammortizzatori sociali, su politiche che accompagnino un disoccupato verso un nuovo posto di lavoro e un lavoratore nel passaggio da un posto a un altro. Sulle politiche attive in questo campo, ha ricordato, non è stato fatto nulla, dopo un unico incontro con la Ministra Catalfo. Anche la transizione energetica, mentre tutti siamo consapevoli che la scelta green è irreversibile, non si può fare solo per decreto, senza un’azione forte di accompagnamento delle aziende nella transizione: la questione va affrontata con investimenti e un piano serio.

Bisogna perciò creare una condizione di forte sinergia per utilizzare bene il Recovery fund, in un Paese che ogni anno manda indietro enormi risorse provenienti dai fondi europei. «Speriamo che si apra un confronto vero», ha affermato la Segretaria generale della Cisl. «Vi parteciperemo con grande senso di responsabilità e con le nostre proposte. Sarà decisivo perché il 2021 sia l’anno in cui ricominciare a costruire e a sperare oppure un anno drammatico per giovani, anziani, lavoratori in difficoltà, famiglie pensionati. La Cisl continuerà ad essere riferimento di speranza per le persone, con il lavoro straordinario che si fa in Calabria e sugli altri territori. Solidarietà significa anche questo: essere sempre disponibili con i nostri servizi e le sedi e costituire un punto di riferimento anche durante i momenti più difficili».

Nella relazione con cui ha aperto l’incontro, il Segretario generale di Cisl Calabria Tonino Russo ha sottolineato che «nell’anno forse più duro dal secondo dopoguerra, in un Paese schiacciato fra pandemia ed emergenza economica, il sindacato confederale ha compiuto unitariamente sforzi importanti, dimostrando di essere un baluardo contro la deriva: dal blocco dei licenziamenti alle misure per far fronte alla crisi, dalla tutela della sicurezza dei lavoratori alle proposte per far ripartire il Paese. Un lavoro straordinario, molto apprezzato dalla base, per il quale va il ringraziamento alla Segretaria generale Annamaria Furlan, al Segretario generale aggiunto Luigi Sbarra, a tutta la Segreteria confederale».

Mentre vediamo affiorare fibrillazioni nella maggioranza di governo, ha proseguito Russo, «bene ha fatto la Segretaria generale Annamaria Furlan a richiamare il Governo al confronto sul Recovery plan. Non comprendiamo la scelta di pletore di consulenti e strutture parallele né ci convincono le scelte che emergono dalle prime bozze. C’è da colmare un gap di investimenti nel Mezzogiorno. Vediamo poca attenzione e risorse minime per la sanità. Per il Sud e la Calabria il Governo deve fare di più: dalle politiche per il lavoro all’alta velocità ferroviaria, quella vera; dal completamento della S.S. 106 in tutto il suo tracciato ai tratti mancanti dell’A2; dalle infrastrutture materiali ed immateriali ad un fisco equo e giusto; dagli investimenti su scuola, ricerca e innovazione a quelli per la mitigazione del rischio idro-geologico, per una forestazione abbandonata che paga la scarsa attenzione e vive gravi difficoltà a causa del taglio dei trasferimenti del Governo. Le ragioni dello sciopero del 9 febbraio 2019 e della grande manifestazione di Reggio del 22 giugno 2019