Lunedì 13 Luglio 2020

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Coronavirus. Quanto resiste il virus sulle superfici?

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Coronavirus

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Di teorie, soprattutto sui social, ne circolano diverse e talvolta contrastanti. Ma qual è la verità? Ci sono regole da seguire?

Tutti oramai abbiamo imparato che la trasmissione avviene principalmente tramite le goccioline del respiro della persona infetta (attraverso tosse e starnuti) o con contatti diretti personali (toccando con le mani contaminate e non ancora lavate, bocca, naso e occhi).

Premettendo che il primo e unico modo per evitare il contagio è RESTARE A CASA (non è mai abbastanza o superfluo ripeterlo), vi sono una serie di accorgimenti da adottare…e conoscere!

Gli studiosi confermano: il virus può sopravvivere qualche giorno, ma con una carica virale irrisoria.

Negli Usa, il National Institutes of Health  ha condotto numerose ricerche per scoprire quanto il virus sia capace di resistere su rame, acciaio inossidabile, cartone e plastica.

Dai dati, ancora preliminari, è risultato che i materiali più inospitali sono il rame e il cartone, con un dimezzamento della capacità infettiva inferiore a due ore per il primo materiale e entro 5 ore abbondanti nel caso del secondo. Un abbattimento completo dell’infettività è stato osservato invece, rispettivamente, dopo le 4 e le 24 ore. Più lunga, invece, la persistenza del virus sulle altre due superfici: sull’ acciaio inossidabile la carica infettante risulta dimezzata solo dopo 6 ore, mentre ne erano necessarie circa 7 per dimezzarla sulla plastica. Questo dato, si associa a un tempo decisamente più lungo rispetto ai primi due materiali. Per osservare un completo azzeramento dell’infettività sono necessarie almeno 48 ore per l’acciaio e 72 per la plastica.

Dunque il rischio diminuisce notevolmente col passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno.

Uno studio pubblicato nelle ultime ore sul New England Journal of Medicine ha chiarito ulteriormente, stimando la sopravvivenza del virus anche nell’aria ed esprimendo i risultati in termini di emvita, ovvero l’intervallo di tempo oltre al quale la metà dei virus inizialmente presenti risulta ancora vitale e capace di infettare le cellule.

E’ emerso che l’ emvita del nuovo Coronavirus responsabile del Covid-19 resiste meno di 3 ore nell’aria (o meglio nell’aerosol: particelle minuscole  a cui i virus possono aggrapparsi e diffondersi), circa 3 ore e mezza su rame, meno di 9 ore su cartone, 13 ore su acciaio e 16 ore su plastica. E che è difficile trovare quantità elevate di virus vitale dopo il valore stabilito per l’ emvita.

Niente paura: è sufficiente lavare le superfici frequentemente toccate utilizzando disinfettanti contenenti alcool (etanolo) al 75% o cloro 1%, come fa sapere l’ Istituto Superiore di Sanità.

Soprattutto, “basta” attenersi alle azioni generali raccomandate dalle autorità sanitarie: lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi (se sapone e acqua non sono prontamente disponibili, si può utilizzare un disinfettante per le mani a base di alcool almeno al 60%), evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca con le mani non lavate, mantenere e rispettare la distanza di almeno 1 metro con tutti, restare a casa se si manifestano anche solo alcuni dei sintomi, coprirsi naso e bocca con un fazzoletto quando si starnutisce o tossisce, gettando poi il fazzoletto nella spazzatura (se non si ha a disposizione un fazzoletto è preferibile starnutire nell’incavo del gomito per evitare di contaminare le mani con le goccioline di muco e saliva che possono contenere il virus). E ovviamente restare a casa.

Non serve eccedere ne minimizzare: solo il buonsenso ci salverà.

Maria Francesca Gentile