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Il cosentino Stanislao Rizzo “Ambasciatore della conoscenza” per primo trapianto retina artificiale

3 min di lettura

Stanislao Rizzo

Il riconoscimento sabato 20 gennaio a Palazzo dei Bruzi di Cosenza

FIRENZE. Il cosentino Stanislao Rizzo, direttore della struttura organizzativa dipartimentale complessa di Oculistica all’Ospedale Careggi di Firenze, sarà il primo a essere insignito proprio nella sua città natale del riconoscimento di “Ambasciatore della conoscenza”.

Onorificenza fortemente voluta dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e dal vice sindaco e assessore alla Cultura Jole Santelli, il cui proposito era quello di istituire un pubblico riconoscimento volto a premiare l’impegno di eccellenti concittadini che sono riusciti a emergere nel mondo grazie ai propri talenti e agli studi, portando così lustro anche alla propria terra d’origine.

Si deve infatti a Stanislao Rizzo il primo trapianto al mondo di protesi retinica artificiale eseguito con l’aiuto di una tecnologia assolutamente all’avanguardia, grazie al quale è diventato una eccellenza nel suo delicatissimo campo professionale, ricevendo nel 2013 a Los Angeles il prestigioso Alfred Mann Foundation Awards come chirurgo più innovativo dell’anno e in seguito insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

Rizzo ha continuato a riportare straordinari riconoscimenti e traguardi nei trapianti su pazienti che da tutta Italia si sono recati in Toscana per ricevere un impianto di retina artificiale Argus, che si basa sulla tecnologia second sight, il massimo livello nel campo della chirurgia oftalmica, e ai quali era stata diagnosticata la retinite pigmentosa, malattia rara e degenerativa che in Italia conta più di 20.000 casi e che porta il paziente all’assoluta cecità.

Tanti i primati riportati dall’oculista cosentino che è stato anche il primo a credere davvero nei progressi apportati dal trapianto di retina, che secondo il professore risulta essere l’unica risposta davvero efficace volta a migliorare la qualità della vita dei pazienti divenuti ciechi a causa della degenerazione dello strato più esterno della retina. La protesi, impiantata durante l’intervento chirurgico, è infatti un dispositivo di neurostimolazione in grado di bypassare le cellule fotorecettrici morte e stimolare le rimanenti cellule retiniche vitali.

Argus ha insomma l’importante compito di catturare e convertire le immagini in una serie di piccoli impulsi elettrici, che vengono trasmessi in modalità wireless ad una matrice di elettrodi impiantati sulla superficie della retina. Questi impulsi a loro volta hanno lo scopo di stimolare le cellule rimanenti della retina, con conseguente creazione di motivi di luce che vengono trasmessi dal nervo ottico al cervello. In seguito, e nel corso di un periodo di riabilitazione, il paziente imparerà a interpretare questi stimoli visivi riguadagnando così capacità visive.

L’intervento d’impianto di protesi eseguito dal prof. Rizzo e dalla sua equipe si inserisce negli oltre 180 eseguiti nel mondo fino a oggi. Anche in Italia è dunque approdata la tecnologia di ultima generazione applicata a malattie rare come la retinite pigmentosa, un traguardo prima teorizzato e poi divenuto realtà grazie anche e soprattutto all’alta specializzazione del dipartimento di Oculistica del Careggi e alla competenza di Stanislao Rizzo, orgoglio calabrese.

Rizzo sarà ospitato nel salone di Palazzo dei Bruzi di Cosenza sabato 20 gennaio a partire dalle 17,30, pomeriggio durante il quale non si limiterà a ricevere l’onorificenza e il plauso della propria città, ma offrirà al pubblico una imperdibile lectio magistralis dal titolo “Ridare la vista: tecnologia e ricerca per un sogno da realizzare”.

V.D.

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