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Costellazioni Familiari e Sistemiche, un seminario imperdibile in Sila.

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Quando una newyorkese e una milanese si incontrano nella dimensione della sorellanza, nascono eventi magici come questo. Il 3 e il 4 luglio 2021 nello Spazio Ducarelli a Pentone, si terrà il primo seminario calabro della coach e trainer Elena Meneghetti. Con gratitudine, pubblico il depliant 🙂

E’ stato Bert Hellinger a creare, tra la fine degli anni anni e i primi anni duemila, le cosiddette Costellazioni Familiari, definite “un campo completamente nuovo della psicoterapia”. Ci ha lavorato assiduamente insieme alla moglie. Non si tratta specificatamente di un metodo psicoterapico nel senso classico, ma di un “aiuto alla vita che può aprire a chiunque la strada verso una vita piena e felice”.
Io le ho scoperte nel 2011 qui a Milano attraverso l’esperienza e lo studio di Gianni Fortunato, direttore della scuola di PnlMeta. Era un seminario formativo sul Problem Solving e le Costellazioni furono proposte come tecnica per risolvere un nodo.
Rimasi affascinata dalla limpidezza dei cambiamenti che interessarono non solo la persona che aveva portato una questione su cui lavorare, un problema da risolvere ecco ma anche quanti coinvolti come “figuranti”.
Da allora le considero uno strumento di “terapia narrativa“ a cui tutti possono partecipare e dal quale tutti possono trarne importanti benefici, basta connettersi, basta lasciare fuori dalla porta il giudizio. Per questo motivo ho promosso il seminario che Anna ed Elena stanno preparando.
Per introdurre la due giorni di formazione a Pentone, ho fatto qualche domanda alla coach Elena Meneghetti.

Elena, come si svolgono?
Le costellazioni si svolgono in gruppo e si avvalgono delle risorse di tutti i partecipanti. La persona “costellata” è quella che porta in prima persona il tema sul quale il gruppo lavora. L’esperienza ha evidenziato però che tutti i partecipanti beneficiano del lavoro e spesso risolvono le proprie difficoltà collaborando in veste di “rappresentante” o anche solo di osservatore delle costellazioni altrui.

Cosa e chi sono i rappresentanti?
I rappresentanti sono coloro che vengono chiamati a impersonare familiari o personaggi che il conduttore ritiene abbiano giocato un ruolo nell’irretimento della persona. Durante le costellazioni, infatti, i problemi non vengono analizzati a livello verbale e cognitivo, bensì rappresentati a livello sensoriale ed esperienziale.

Quale è la caratteristica che distingue le Costellazioni da altri strumenti?
La caratteristica principale delle costellazioni è proprio il Valore preminente dato all’esperienza e all’evidenza sensoriale, che guidano il conduttore nella risoluzione della dinamica sistemica, disfunzionale per la persona.

Cosa è il campo morfogenetico di cui si parla nelle Costellazioni?
Quello che più colpisce il neofita che partecipi ad un incontro di costellazioni è la creazione di uno spazio, il cosiddetto “campo morfogenetico”, all’interno del quale i rappresentanti dimostrano di essere a conoscenza di sensazioni, emozioni e nozioni di persone che non hanno mai incontrato. La persona costellata sembra infatti aver ricevuto, insieme al patrimonio genetico, anche un patrimonio genealogico di cui non è consapevole e che è in grado di trasmettere a degli sconosciuti.

Cosa deve fare chi viene per la prima volta ad uno dei seminari formativi di Costellazioni Familiari?
L’abilità principale richiesta ai partecipanti è quella di poter svestire i propri panni (sensazioni, emozioni, soprattutto pensieri, giudizi, interpretazioni) e farsi “antenna”, lasciarsi attraversare da segnali che serviranno al conduttore per svelare e sciogliere i nodi che ostacolano il benessere e il raggiungimento degli obiettivi della persona.

Qual è il fine di una costellazione familiare?
L’unico fine è il problem solving

 

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