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Covid: le regole di buona convivenza in tempi di pandemia

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Idiozia o paura di accettare la realtà? Premesso che il titolo è provocatorio e che non voglio offendere nessuno, vorrei sottoporre a chi ha la voglia di leggerle alcune riflessioni che non si riferiscono a singole persone, ad una situazione locale o regionale ma che riguardano quello che sta succedendo un po’ dovunque nel paese

Chiunque, anche il sottoscritto può venire accidentalmente in contatto con il virus Covid-19.

Chiunque può, per sfortuna, risultare positivo al tampone e per questo non deve essere criminalizzato ma come si possono definire quelle persone che “se la vanno cercando”? Come si possono definire quegli individui che malgrado la diffusione del Covid-19 sia chiaramente in aumento, anche in questi giorni, in queste ore, non usano la mascherina, non rispettano il distanziamento, non si disinfettano ed allegramente sottovalutano il pericolo, danneggiando se stessi, i loro parenti, i loro amici, e l’intera popolazione?

Spesso sono individui pronti a criticare tutto e tutti senza però mai dare delle soluzioni alternative salvo quelle di non rispettare le tre ed uniche indicazioni sanitarie. Per questi individui rispettare le tre ed uniche raccomandazioni per altri 3-4 mesi in attesa del vaccino sembra essere un’autentica sofferenza.

Forse hanno problemi personali? Forse non hanno affetti? Forse degli altri non gliene frega niente? Ci sono ragazzi, uomini, donne che rispettano le regole e altre persone per le quali rispettare le regole è inutile, superfluo. Chi ha ragione, i primi o i secondi? Purtroppo molti individui evidentemente si sentono superiori, onnipotenti ed immortali ma se non rinsaviscono o non vengono fermati faranno cadere ammalata l’intera comunità. In questo momento mi sembra inutile sapere se il virus viene da un laboratorio o se c è un complotto.

Non dico che in futuro non sia necessario pretendere delle risposte ma ora in questa emergenza credo sia più necessario rispettare le regole. Non mi sento meno libero se indosso una mascherina, non mi sento meno libero se parlo ad un metro di distanza, non mi sento meno libero se mi lavo le mani più spesso.

La libertà è minacciata da cose più serie. Ho spesso sentito in questi mesi la frase: siamo in braccia a Maria, se continua così a Maria cadranno le braccia e con loro anche noi e allora amen. Un pensiero al collega Zangrillo e alle sue dichiarazioni :”per me l’epidemia finisce adesso; non si muore per il Covid ma con il Covid.” Ma, con tutto il rispetto, che cavolo vuol dire?

Tutti quegli anziani che sono morti ma che per anni avevano vissuto tranquillamente nelle rsa o in casa con le loro 3-4 patologie, non sono morte per il covid ma in sua.. compagnia??? Che soddifazione per loro e per i loro cari.

Dr. Attilio Cirillo
medico ospedaliero e territoriale in pensione