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De Magistris: faremo uscire la Calabria dalla tragedia sanitaria

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Punteremo su innovazione, informatizzazione e reti di medicina territoriale


Comunicato Stampa

La crisi sanitaria che sta vivendo tutta la Calabria, tra commissariamento decennale e pandemia, è una tragedia dolosa.
Una regione abbandonata dal governo, vittima anche della totale incapacità delle ultime amministrazioni, interessate unicamente a piazzare dirigenti e uomini di fiducia nei posti che contano all’interno delle varie Asp e Aziende Ospedaliere. Come dimostrato, non ultima, dall’inchiesta “Inter Nos” della Dda di Reggio Calabria.
Sullo sfondo, gli ospedali pubblici chiusi in ogni provincia, un fatto scandaloso, a causa del piano di rientro dal debito, a beneficio di strutture che lucrano sullo smantellamento della sanità pubblica.
La fotografia nazionale non è di certo rincuorante. In tutta Italia, negli ultimi anni, il personale medico ospedaliero ha subito una riduzione media del 6%. Ma secondo il il Report sanità 2019 del Centro studi Nebo, in Calabria ci sono stati tagli fino al 17.1% delle risorse umane, circa 3800 medici e infermieri in meno tra il 2010 e il 2018.Per non parlare del taglio dei posti letto, diminuiti a 1,95 ogni 1000 abitanti, una brutale riduzione complessiva del 60%, ossia circa 6 posti letto in meno ogni 10 ospedali, tra il 2013 e il 2018.
Anche queste ultime settimane estive hanno visto i nostri ospedali in grande difficoltà. Pazienti sopravvissuti agli incendi nel Catanzarese ma deceduti in casa senza alcun ricovero, altri neanche visitati dopo ore di attesa nel corso della notte.
L’ospedale di Cosenza sempre più in affanno.
Come denunciano dall’Ordine degli infermieri, “il Pronto Soccorso dell’Annunziata è al collasso”, un infermiere ogni 12 pazienti mentre la media europea è di uno a sei e un indice di mortalità superiore del dieci percento. La Calabria non solo fa scappare migliaia di studenti e lavoratori fuori sede per assenza di diritti e prospettive, ma con i suoi disservizi e l’assenza del welfare, uccide pure chi qui resta, per scelta o perché non può neanche permettersi di andare altrove.
A essere avvolto nella cortina del mistero non è solo l’ammontare del debito della Sanità calabrese. Per non farci mancare nulla, stiamo ancora aspettando risposte sulla vicenda dell’elisoccorso calabrese che, nonostante sia in manutenzione da inizio agosto, recentemente è stato avvistato in volo nei cieli del Lazio. Secondo il monitoraggio, realizzato seguendo il codice identificativo del mezzo di volo, l’elisoccorso calabrese avrebbe effettuato 4O interventi, uno lo stesso giorno di Ferragosto. Non in Calabria, ma nel Lazio. Una vicenda da chiarire immediatamente
Nel mio viaggio quotidiano per questa terra vedo tante risorse ferme, inespresse. Ci sono tanti professionisti precari fondamentali per contribuire a far funzionare la nostra sanità. Da presidente mi impegnerò per promuovere collaborazioni e convenzioni con le Università, per attirare laureati e specializzandi in medicina con borse di studio per dare manforte al personale medico sempre più allo stremo, assumere personale, puntare su competenze dirigenziali. Istituiremo l’Osservatorio Epidemiologico Regionale per una più efficiente sorveglianza attiva dello stato di salute della popolazione e una corretta pianificazione dei Servizi Sanitari.
Punteremo molto anche sulla sanità digitale per migliorare notevolmente le prestazioni sanitarie e razionalizzare i costi del Servizio Sanitario, in linea con gli standard nazionali. Potenzieremo, inoltre, le reti di medicina territoriale e, attraverso la medicina domiciliare, tramite le Unità Speciali di Continuità Assistenziali, i pazienti saranno raggiunti presso il proprio domicilio anche per l’erogazione di servizi specialistici, per migliorare la qualità della vita del paziente e dei suoi caregiver. Tra i tanti progetti per garantire il diritto alla salute dei calabresi, sarà potenziata e incoraggiata la telemedicina che ha dimostrato essere strumento efficace di cura e monitoraggio soprattutto per le patologie croniche ed invalidanti.
Lo afferma Luigi de Magistris, candidato presidente alla Regione Calabria.
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