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Dietro le quinte del Lamezia Wine Fest: intervista a Pierluigi Fragale

4 min di lettura

L’edizione 2020 della rassegna lametina di vini, olio e birra made in Calabria ideata da Pieff­e Comunicazione e curata in collaborazione con l’associazione culturale Dinamismi, Fondazione italiana sommelier e il Comune di Lamezia Terme, inserita nel cartellone del Lamezia Summertime, si reinventa e adotta la piattaforma streaming.

Nelle sale del Chiostro di San Domenico, location storica della manifestazione, abbiamo raggiunto il direttore artistico Pierluigi Fragale prima della diretta, per scoprire tutte le novità di questa edizione, a cominciare dalla forma e dall’introduzione di un nuovo settore del beverage caratterizzato sempre da qualità e genuinità.

“La manifestazione vive del pubblico e siamo stati costretti a rinunciarvi. Ma siamo convinti che, anche in streaming, mostrerà adeguatamente il nostro leitemotiv con i vini e l’olio – ha ammesso Fragale –  Quest’anno abbiamo inserito anche la birra che non è proprio una novità, ci pensavamo già da un po’ anche perché la nostra regione oramai è prolifera di microbirrifici artigianali di ottima qualità. Ci è sembrato doveroso andare ad affiancare quelle che sono le abitudini dei consumatori.

Ci auguriamo di poterci allargare nelle prossime edizioni a tutto il comporto regionale, e non solo locale. Per motivi tecnici non avremmo avuto il tempo di raccontare altre realtà, ci siamo accontentati dei piccoli numeri pur di non mancare all’appuntamento.

Altro elemento nuovo è lo slogan Made in Calabria. Oramai la manifestazione è matura per affacciarsi esclusivamente alle produzioni regionali, non andremo mai fuori dai nostri confini territoriali. Il potenziale è immenso, quotidianamente scopriamo nuove realtà, è giusto che finalmente anche noi iniziamo a parlarne”.

Cambia dunque la forma, ma lo spirito della manifestazione resta il pubblico e, ovviamente, la degustazione?

“Per star più vicino a chi ci segue abbiamo ideato il Tasting at home, una box contenente una bottiglia di vino, una di olio, una di birra e un libro con le ricette preparate dallo chef che alcuni fortunati vincitori estratti a sorte riceveranno dopo essersi registrati”.

C’è un interesse sempre crescente verso questa manifestazione. Quanto è importante promuovere la produzione enologica, olearia e non solo, di un territorio come il nostro che sa differenziarsi proprio grazie alle eccellenze che esprime?

“E’ fondamentale e strategico. Accanto ai nostri vini e i nostri oli ci sono da sempre prodotti enogastronomici per la degustazione. E’ il caso dell’azienda agricola Ferrera, che produce miele interamente biologico a due passi da Lamezia, o del pane in esposizione. E’ giusto e doveroso dare loro attenzione. Sogniamo di ampliare il nostro format ad un mercato molto più vasto”.

Sono sempre di più gli appassionati e gli intenditori, e maggiore è oggi la sensibilità verso la qualità dei prodotti e le etichette. E’ cresciuto anche l’interesse per la qualità delle produzioni calabresi?

“C’è un mondo dietro a quello che degustiamo. Il Lamezia Wine Fest ha permesso di avvicinare e conoscere sfaccettature, sapori, profumi, odori. Farli scoprire significa far apprezzare ai degustatori, dai più giovani ai più anziani, le peculiarità del prodotto che sta bevendo”.

Partecipano cantine e aziende storiche, che hanno saputo innovarsi e reinventarsi, e attività giovani con approcci moderni al settore. Come si è evoluto l’intero comparto?

“La nuova generazione che entra in azienda prende il background del passato (il saper fare il vino) e lo comunica, promuove e programma in modo innovativo al passo con i tempi. Anche il packaging è totalmente cambiato rispetto a qualche anno fa, e anche questo fa leva sul consumatore.

La partecipazione a eventi e manifestazioni come questa permette di avere un approccio differente.

L’imprenditore giovane continua la tradizione di famiglia attraverso l’innovazione che, con le nuove tecnologie e i metodi di produzione aziendale, si sente fattivamente anche all’intero della bottiglia e di ciò che degustiamo.

Ci sono aziende che ci accompagnano dalla prima edizioni, altre che vorrebbero aggiungersi: sono sempre di più le realtà che ci capiscono e hanno colto la bontà del nostro progetto”.

La pandemia che effetti ha avuto su tutto ciò?

“Gli imprenditori con cui ci siamo rapportati in questi giorni sono parecchio preoccupati. Lo sbocco della vendita è prettamente nelle attività commerciali e nella vita notturna. E’ vero che ci sono altri canali, ma è innegabile che abbiano influito negativamente gli stop anche sulla nuova produzione. Ora però siamo in piena vendemmia e ho percepito grande entusiasmo negli occhi, nelle parole e nelle fattezze di ogni produttore”.

Enogastronomia e cultura sono due facce della stessa medaglia. Apprezzare e promuovere i prodotti di qualità tipici del nostro territorio equivale a conoscere e diffonderne storia, tradizioni, folklore. La Calabria costituisce da questo punto di vista terreno fertilissimo: facciamo in modo che siano queste eccellenze a portarci lustro e visibilità nel mondo, conserviamo l’entusiasmo.

Maria Francesca Gentile

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